Dieci grandi calciatori oversize
C'è anche un ex dell'Ancona

Ronaldo, Adriano e Brolin
Ronaldo, Adriano e Brolin
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Venerdì 1 Aprile 2016, 20:23

ROMA - Alcuni di loro sono diventati così conducendo una vita non proprio da atleta, altri hanno avuto problemi di salute difficilmente risolvibili, altri ancora hanno una stazza imponente grazie ad un dono naturale. Eppure tutti sono riusciti a far emozionare i tifosi di tutto il mondo, l'obiettivo numero uno del calciatore secondo chi ostinatamente mantiene una concezione romantica di uno sport, il calcio, che ormai è un business e preferisce lo sforzo massimo alla poesia di una pennellata di un piede educato.

Vi proponiamo dieci calciatori che, per motivi diversi, hanno fatto parlare di sé soprattutto per il peso-forma nonostante l'indiscutibile tecnica nel proprio ruolo.

10) Tomas Brolin: eclettico trequartista svedese, in Italia fece molto bene con la maglia nel Parma nella prima metà degli anni '90. Poi il trasferimento in Inghilterra, al Leeds, nel 1996, che segnò l'inizio dei guai fisici. Per diverse stagioni non riuscì a giocare con continuità a causa di vari infortuni e il corpo si appesantì a vista d'occhio. Si ritirò nel 1998, ad appena 29 anni, tormentato da problemi muscolari. Oggi l'ex gialloblu, classe 1969, è un giocatore di poker professionista e il fisico da atleta di venti anni fa è solo un lontano ricordo.

9) Andy van der Meyde: genio e sregolatezza in salsa 'orange' per l'ex esterno di Ajax e Inter. Con i 'lancieri' sembrava un fuoriclasse di livello assoluto, lo comprò l'Inter e si rivelò un 'bidone'. Il passaggio all'Everton, in Premier League, segnò la fine della carriera di una meteora brillata troppo poco. Vari problemi di depressione e dipendenza da alcol e droghe lo afflissero per anni, finendo per segnare definitivamente anche il suo fisico. Tornò in patria nel 2010, firmando per il PSV, ma a Eindhoven non disputò una sola gara ufficiale in sei mesi. Successivamente giocò uno spezzone di campionato con i semiprofessionisti del WKE e lasciò il calcio a soli 31 anni.

8) Angelo Peruzzi: con un peso-forma di 181 cm per 88 kg, l'ex portiere di Lazio e Juventus era decisamente appariscente rispetto ai colleghi più 'spilungoni'. Robusto di costituzione, Peruzzi aveva anche una forza fisica che non gli impediva di essere estremamente agile. C'era chi, un po' per affetto e un po' per scherno, lo soprannominava 'Cinghialotto', ma in realtà Peruzzi è stato uno dei primi portieri al mondo della sua generazione.

7) Ronaldo Luis Nazario da Lima: il 'Fenomeno' ha segnato un'epoca, in un certo senso è stato il primo 'crack' dell'era moderna. Riuscì a vincere due Palloni d'Oro ai tempi in cui non c'erano Messi e Cristiano Ronaldo a spartirsi tutta la torta. Un'impresa non da poco per l'ex interista, considerando come la sua carriera sia stata tormentata dai noti problemi al ginocchio. A Madrid lo chiamavano 'El Gordo', ma segnava comunque gol a raffica. Quando finì al Milan, era evidente come saltare fosse per lui molto rischioso: le ginocchia sembravano non reggere tutto quel peso. Gli ultimi anni di carriera li passò in patria, al Corinthians, mentre tutto il mondo ironizzava sulla sua stazza, dovuta più a problemi alla tiroide che a una vita sregolata. Si ritirò per curarsi, dal momento che i farmaci utilizzati risultavano tra le sostanze dopanti vietate dalla Fifa.

6) Adebayo Akinfenwa: 1 metro e 81 per 101 kg. Basterebbe questo per descrivere questo potente centravanti, star delle serie minori inglesi. Ha avuto una buona carriera tra le squadre cadette e di terza divisione della Football Association, oggi ha 34 anni e gioca nel Wimbledon, nonostante quell'imponente stazza e una pancia fatta non solo di muscoli. Coniuga l'attività calcistica con il culturismo ed è in grado di alzare alla panca 200 kg, il doppio del proprio peso. È diventato famoso in tutto il mondo quando segnò un gol inutile, in F.A. Cup, al Liverpool, la squadra di cui da sempre è tifoso.

5) John Hartson: gallese, classe 1975, un carattere pessimo e una stazza imponente. I più giovani forse lo ricorderanno nel Celtic Glasgow, ma ha avuto un buon passato come centravanti di West Ham e Arsenal. I problemi nello spogliatoio, con lui, erano all'ordine del giorno, ma per il club scozzese e la nazionale del Galles era un punto fermo. Nel 2009, dopo il ritiro, riuscì a sconfiggere un cancro al cervello.

4) Adriano Leite Ribeiro: uno dei rimpianti più grandi della storia del calcio mondiale. Poteva diventare il più forte di tutti, un carattere fragile e la morte del padre gli devastarono la carriera. L'esperienza con l'Inter finì tristemente, con i problemi di dipendenza da alcol e droghe, i prestiti in Brasile e il ritorno definitivo in patria. Nel 2010 tornò in Italia, una scommessa (persa) dell'allora presidente della Roma Rosella Sensi. Non tornò mai ad avere il fisico asciutto di inizio carriera, e dopo una stagione e mezza al Corinthians lasciò il calcio. Da poco è tornato all'attività agonistica con il Miami United, club minore statunitense di cui è anche vicepresidente. Che ci crediate o no, gli allenamenti stanno dando i suoi frutti e il fisico, pur restando oversize, presenta molta meno massa grassa di un tempo.

3) Felipe Sodinha: le cose migliori le ha fatte vedere con la maglia del Brescia in serie B, ma con un fisico migliore questo fantasista brasiliano avrebbe potuto tranquillamente giocare anche in A. Fu scovato, giovanissimo, dall'Udinese, un club che di talenti se ne intende, ma non riuscì mai ad affermarsi proprio a causa del fisico corpulento. La dieta non funzionava, per sua stessa ammissione: «Sono alto 1,75 m e di media peso 85 kg. Mi mettono sempre a dieta, ora sono sceso a 82, devo arrivare a 80. Più sotto no, altrimenti mi sento male. E avendo origini italiane, alla pasta non rinuncio». In B, nonostante quel fisico, riusciva spesso a fare la differenza e a regalare spettacolo. L'educazione e la sensibilità che ha nei piedi, infatti, potrebbe fare invidia a tanti top player. Quel corpo che non riusciva a dimagrire, però, alla fine lo ha costretto ad annunciare, recentemente, il ritiro dal calcio giocato ad appena 27 anni.

2) Mario Jardel: fu un giocatore strepitoso con il Porto, importante ma appannato con il Galatasaray e un vero e proprio disastro in Italia, quando giocò nell'unica stagione dell'Ancona in serie A. Alcuni problemi personali lo portarono all'abuso di droghe, e questo fu uno dei motivi che rovinò una carriera che poteva essere anche brillante. Negli ultimi anni da calciatore girò il mondo ma del bomber visto in Brasile e in Portogallo non era rimasta neanche l'ombra.

1) Neville Southall: una di quelle storie che ogni calciofilo vorrebbe raccontare ai propri figli e nipoti. Portiere gallese, divenne professionista tardi, a 24 anni, perché prima lavorava come cameriere, ma divenne una bandiera dell'Everton, con cui giocò 15 anni e vinse due campionati inglesi, due coppe d'Inghilterra, quattro supercoppe e una Coppa delle Coppe. Il fisico corpulento non gli impedì di essere un grande estremo difensore e il giocatore gallese con più presenze in nazionale. Dopo l'addio ai 'Toffees', Southall passò alcune stagioni girovagando per piazze più o meno conosciute del calcio minore inglese e si ritirò all'età di 43 anni.

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