Balestrero in mezzo al campo: dai Ancona, si può fare. Per Spagnoli due sirene dalla Serie B e da Tiong tutto tace

Balestrero in mezzo al campo: dai Ancona, provaci. Per Spagnoli due sirene dalla Serie B e da Tiong tutto tace
Balestrero in mezzo al campo: dai Ancona, provaci. Per Spagnoli due sirene dalla Serie B e da Tiong tutto tace
di Peppe Gallozzi e Leonardo Matteucci
5 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Maggio 2024, 01:05 - Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 07:12

Molti addetti ai lavori ritengono che il centrocampo sia il reparto più importante per una squadra di calcio. Collante tra attacco e difesa, fase offensiva e difensiva. Dal centrocampo passa l’equilibrio di una squadra. Nasce la manovra e transita il maggior numero di palloni. Negli ultimi anni l’Ancona ha avuto buoni reparti nevralgici grazie soprattutto agli interpreti (Delcarro, Iannoni, Gatto, Simonetti, Paolucci e Saco su tutti), ma per fare il definitivo salto di qualità c’è bisogno di qualcosa in più. Soprattutto alla luce del saluto di Coli Saco – il prestito dal Napoli scadrà il 30 giugno e il futuro del classe ’02 tornerà in mano alla società partenopea - il Cavaliere Armato avrà bisogno di un colpo da novanta in mezzo al campo.


Balestrero il nome giusto

Il nome giusto potrebbe essere quello di Davide Balestrero, in forza alla Feralpisalò e già cercato nell’ultima sessione invernale di mercato.

Il classe ’95 genovese di nascita milita da tre stagioni nel club lombardo che lo aveva prelevato nell’estate 2021 dal Matelica (proprio prima di diventare Ancona-Matelica, riportando il calcio professionistico nel capoluogo marchigiano dopo diversi anni). Le strade dell’Ancona e di Balestrero si sono solo sfiorate e mai incontrate, ma ora potrebbe essere il momento giusto per rivederlo nelle Marche. Per quale motivo? La Feralpisalò è retrocessa dalla Serie B alla C, diversi calciatori potrebbero fare le valigie e accasarsi in nuovi lidi. Uno di questi potrebbe essere lui, accettando così di provare una nuova esperienza dopo tre anni. La dirigenza biancorossa la conosce bene dai tempi del Matelica e i rapporti sono cordiali (in primis con l’ad Roberta Nocelli, una delle poche superstiti di quel periodo dopo gli addii di mister Colavitto e del ds Micciola). Insomma, per Balestrero si tratterebbe di una sorta di ritorno, in una piazza però molto più calorosa rispetto a quella dell’entroterra maceratese. Anche questo fattore potrebbe fare la differenza. Tatticamente siamo alla presenza di un incontrista - ma di discreta qualtià - tuttofare: nell’ultima stagione è stato spesso adattato anche in difesa, in una linea a tre. Se non si fosse compreso, la duttilità e lo spirito di sacrificio sono le sue prerogative.

L’identikit

La sua posizione naturale da interno di centrocampo in una mediana a due o a tre. Al Matelica, nella stagione 2020/21, fu impiegato da mezzala destra nel 4-3-3 di colavittiana memoria e risultò una pedina fondamentale sia in campionato che nei playoff. Proprio Balestrero, infatti, segnò il gol del 2-3 al 90+8’ di gioco contro il Cesena nel secondo turno dei playoff che trascinò i biancorossi alla storica fase nazionale per la promozione in B. In quella stagione, in totale, il bottino fu di 40 presenze, 7 reti e 5 assist. Quest’anno in Serie B, invece, ha collezionato 29 presenze (di cui ben 28 da titolare) condite da 3 gol e 1 assist. Il suo contratto con la Feralpisalò scadrà il 30 giugno 2025: per accaparrarselo servirà un sacrificio importante. A tal proposito, in caso di apertura da parte dei Leoni del Garda al trasferimento, servirà un esborso economico non indifferente. Ma Balestrero sarebbe il profilo giusto su cui investire anche una cifra importante, ammesso che il presidente Tiong confermi di voler puntare ad allestire una squadra da vertice (come dichiarato dallo stesso presidente dopo Ancona-Lucchese). Nel gioco dell’estate, immaginare un centrocampo formato da Balestrero, Gatto – la volontà dell’Ancona è quella di trattenere l’ex Sudtirol, in scadenza di contratto - e Paolucci : un trittico di tutto rispetto per la categoria.

Due club di Serie B su Spagnoli. E da Tiong tutto tace

Un altro giorno è passato e da Hong Kong, quartier generale del presidente dell’Ancona Tiong, ancora nessuna notizia. «Nei prossimi giorni il presidente detterà la sua linea», così si concludeva venerdì scorso la nota dell’ad Roberta Nocelli (che ieri ha assistito alla sfida tra Perugia e Carrarese al Curi, ndr), appena tornata in Italia dopo il summit asiatico con il patron. Da allora sono trascorsi quattro giorni senza alcuna pronuncia ufficiale su temi già trattati come la riorganizzazione dirigenziale, la conferma dell’allenatore Roberto Boscaglia, il budget da destinare alla squadra (Tiong ha parlato di formazione da vertice per il prossimo anno nel post-Lucchese), la nomina del nuovo direttore sportivo, le scadenze contrattuali di alcuni giocatori, la documentazione relativa all’iscrizione per la Serie C 2024-2025 e il centro sportivo. Intanto, proprio perché il mercato non si ferma nonostante la stagione non sia ancora conclusa, sarebbero arrivate le prime avances per il bomber Alberto Spagnoli. Il centravanti di Pordenone, 15 reti nell’ultimo torneo, sarebbe entrato nell’orbita di due club di Serie B come il Cittadella e il neopromosso Mantova del tecnico marchigiano Davide Possanzini. Spagnoli ha un contratto con il Cavaliere armato fino al 2025 ma per resistere alle sirene della Serie B ci vuole un progetto ambizioso e all’altezza.

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