Arbitro colpisce con una testata il portiere e lo manda all'ospedale

Sabato 1 Febbraio 2020
MOGLIANO - Il mondo alla rovescia: l’arbitro che colpisce con una testata un giocatore quando il calcio, purtroppo, ci ha abituati spesso al contrario. Possibile? Farà chiarezza il Comitato Regionale dell’Aia sull’episodio ai confini della realtà avvenuto ieri pomeriggio al “Dino Ferretti” di Mogliano, dove il direttore di gara, al termine della partita tra Borgo Mogliano e Montottone (capolista del girone G di Seconda Categoria) avrebbe rifilato un colpo in pieno volto al portiere di casa, finito all’ospedale. Almeno questa è la versione che trova concordi i dirigenti delle due società e i giocatori che hanno assistito alla scena, mentre l’arbitro avrebbe fornito un racconto diametralmente opposto ai responsabili della sezione provinciale, ribaltando i fatti e negando l'aggressione. 

La partita, finita 3-1 per il Montottone grazie a due reti nei minuti finali, non era stata particolarmente accesa, ma un paio di episodi hanno contribuito a creare tensione: il contestato rigore dell’1-1 e l’espulsione del portiere di casa, il 37enne Matteo Ciccioli, per qualche parola di troppo nel finale. Il battibecco tra l’estremo difensore e l’arbitro, il trentenne Antonio Martiniello - uno piuttosto esperto per aver diretto in passato anche gare del campionato di Eccellenza - è continuato fino al rientro negli spogliatoi. La situazione sembrava essersi placata, ma Ciccioli, dopo la doccia, ha aspettato il “fischietto” all’uscita dal campo, appoggiato alle reti di recinzione, per un chiarimento. Nulla che lasciasse presagire all’epilogo-choc. «Volevo sapere solo perché mi ha espulso, quando gli avevo semplicemente detto che il rigore era una vergogna, senza parole offensive - racconta il portiere -. Ho fatto un paio di passi verso di lui, ero tranquillissimo. Non mi ha risposto e all'improvviso ha sbarrato gli occhi e mi ha dato una testata. Poi non ricordo più niente, non so se sono svenuto, mi sono ritrovato dentro un’ambulanza. Non mi sarei mai aspettato da un arbitro un comportamento del genere: lo denuncerò, per fortuna ci sono tanti testimoni».

Tra questi, Gino Micucci, dirigente del Borgo Mogliano. «Ho visto l’arbitro andare verso l’unica uscita, doveva passare per forza accanto a Matteo che lo stava aspettando per chiarire l’episodio dell’espulsione - racconta -. Si è avvicinato con le mani dietro la schiena e all’improvviso l’arbitro, senza nemmeno rispondergli, l’ha colpito con una testata. Il nostro portiere ha provato a inseguirlo, l’abbiamo trattenuto, poi si è accasciato a terra perché il dolore era molto forte. Il direttore di gara ha proseguito fino alla sua auto. Negava di aver dato la testata, ma l’hanno vista tutti, pure i dirigenti del Montottone. Gli abbiamo chiesto di aspettare l’arrivo delle forze dell’ordine, ma ha fatto manovra e se n’è andato». Subito dopo al campo sportivo è arrivata un’ambulanza del 118 che ha assistito Ciccioli e l’ha accompagnato al Pronto soccorso di Macerata per tutti gli accertamenti del caso: ha riportato un trauma facciale, ma la Tac ha escluso complicazioni. Allo stadio sono intervenuti i carabinieri di Mogliano che hanno interrogato i testimoni e sono al lavoro per ricostruire la verità.

La società del Borgo Mogliano attende sviluppi prima di prendere posizioni e inoltrare un eventuale esposto in Federazione. Indaga anche l’Aia su un episodio sconcertante, sul quale c’è da far luce perché ne va dell’onorabilità dell’intero movimento arbitrale. La posizione del maceratese Martiniello, in un primo momento, sarebbe stata “negazionista”: ai vertici avrebbe riferito di non aver colpito il giocatore, anzi di essere stato da lui affrontato faccia a faccia e aggredito. «Per ora non ci esprimiamo, sarà nostro compito indagare per capire cosa è accaduto e ricostruire la realtà dei fatti» commenta Carlo Ridolfi, da tre anni alla guida del Comitato regionale degli arbitri, dopo essersi confrontato con il presidente provinciale della sezione di Macerata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA