Antonio Trullo, prime parole da coach: «Qui perchè credo nel progetto di lungo respiro di Matelica»

Trullo: «Credo nel progetto di lungo respiro di Matelica»
Trullo: «Credo nel progetto di lungo respiro di Matelica»
di Marco Pagliariccio
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Giovedì 24 Novembre 2022, 02:35

MATELICA «Non sono qui di passaggio, ma perché credo in un progetto di lungo respiro». Parole e musica di coach Antonio Trullo, presentato ieri pomeriggio dalla Halley Matelica nella sala conferenze della Fondazione Il Vallato. Affiancato dal gm Stefano Bruzzechesse e dal ds Luca Usberti, l’allenatore abruzzese ha delineato motivazioni e obiettivi sul breve e sul lungo periodo di una squadra che sta ancora imparando ora a conoscere.

La prospettiva

«L’anno scorso avevo avuto delle trattative con alcune squadre, ma non ho accettato perché non ho trovato quella prospettiva di crescita che mi ha delineato Usberti presentandomi la Vigor – ha spiegato Trullo – questa è una società che vuole stabilizzarsi, senza voli pindarici, a livello di Serie B e non volevo andare su una panchina per restarci 4-5 mesi. Volevo un progetto a lunga scadenza e qui l’ho trovato. Metterò a disposizione la mia esperienza per cercare di vincere qualche partita e arrivare a giocarci gli spareggi per entrare nella B unica».

Il lavoro

Arrivare il venerdì e andare già la domenica in campo non è stato semplice. Il lavoro vero inizia ora. «Devo dire che ho trovato una squadra pronta e che nei due giorni prima della gara con Faenza ha cercato di seguire qualche concetto che ho voluto portare – ha proseguito il neo coach vigorino – il calendario nell’immediato non ci ha aiutato, anche se siamo andati a tanto così dal battere una corazzata come Faenza e sarebbe stata una bella botta di fiducia. Anche a Rieti non andremo battuti, ma dovremo preparare al meglio il trittico di partite che arriverà dopo. Conoscevo solo 3-4 giocatori prima di arrivare, sto cercando di capire le caratteristiche degli altri, ma in generale vorrei puntare su alcune idee che abbiamo proposto già domenica scorsa: giocare con un maggior numero di possessi e utilizzare qualche difesa a zona. Abbiamo bisogno di un po’ di tempo per assimilare questi nuovi concetti, poi eventualmente, una volta studiata la situazione, siamo d’accordo con la società di valutare qualche modifica al roster».

I dirigenti

Bruzzechesse e Usberti si sono uniti in coro nel ringraziare Lorenzo Cecchini per i tre anni trascorsi a Matelica, ma lo sguardo ora è rivolto in avanti. «È stata una scelta figlia dei risultati, volevamo dare una scossa all’ambiente per far capire che non ci arrendiamo – ha ribadito il gm biancorosso – vogliamo crescere, puntare su un coach con un curriculum che parla per lui è un segno di questa volontà. Lo scotto del salto di categoria lo abbiamo pagato caro, ma ora vogliamo tornare a correre: non siamo un agnello sacrificale». «Quando abbiamo iniziato a valutare dei nomi per la sostituzione di Cecchini ed è arrivato quello di Trullo, abbiamo stoppato tutti gli altri – ha svelato il ds della Halley – è un allenatore che ho incontrato quando ero giovanissimo, c’è una stima reciproca da tempo: portare un profilo del genere a Matelica è il messaggio che lanciamo».

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