Il magnate malese Tony Tiong vuole l'Ancona Matelica: contatti con Canil avviati da tempo, entro la fine del mese l'incontro verità

Domenica 6 Febbraio 2022
Tony Tiong vuole l'Ancona Matelica: contatti con Canil avviati da tempo, entro la fine del mese l'incontro verità

ANCONA  - È Tony Tiong il nome dell’imprenditore malese interessato a rilevare il pacchetto di maggioranza dell’Ancona Matelica. Quarant’anni, laureato all’università di Melbourne, ambizioso, un vastissimo patrimonio personale. È il nipote di Tan Sri Datuk Sir Tiong Hiew King, il fondatore di Rh Group, un conglomerato internazionale diversificato con sede in Malesia.

 

Tony Tiong

 

L’esperienza commerciale di Tiong abbraccia una varietà di settori tra cui silvicoltura, minerario, immobiliare e strade a pedaggio in paesi come la Cina continentale e la Ras di Hong Kong, Giappone, Russia e Australia. Ha creato la Owlsome, un gruppo di aziende con attività di prodotti di consumo, cibo e bevande, sport e benessere. Prima del suo attuale ruolo, Tiong è stato direttore esecutivo di Petrogas Limited, una società quotata alla Borsa di Singapore che sviluppa e gestisce progetti di petrolio e gas. Questo il ritratto, altri particolari emergeranno in seguito, forse già alla metà del mese quando il malese sbarcherà ad Ancona per conoscere da vicino Mauro Canil. Come anticipato ieri dal Corriere Adriatico, la trattativa va avanti da tempo, tra videoconferenze ed incontri ravvicinati con gli emissari di Tiong.

L’affare è a buon punto e il closing sarebbe imminente. Ieri la notizia ha chiaramente lasciato di stucco tutto l’ambiente, a prevalere una giustificata diffidenza. Tante, troppe sono state le delusioni che il popolo dorico ha dovuto inghiottire, accettando e sopportando. Molteplici sono state le riflessioni, i dubbi, gli interrogativi. Proprio adesso che in città, dopo l’avvento di Canil era tornato il sereno. Domande, in queste settimane, se le è poste anche il numero uno della Fidea che non intende deludere la tifoseria. Se arriverà la fumata bianca è perché le garanzie non mancano. E, se ci sono, il futuro, non potrà che essere roseo. 


Tiong nei mesi scorsi pare avesse chiesto informazioni sul Perugia senza trovare l’accordo con il presidente Santopadre. Il patron dei grifoni, anche per una questione sentimentale (aveva appena riportato la squadra in B) non voleva sbarazzarsi del club. Inoltre, in questo momento, l’Ancona è una società modello. Non ha debiti, la struttura funziona senza inciampi. Il massimo per chi vuole investire nel calcio. Tiong, inoltre, avendo più interessi, desidera sbarcare in Italia per promuovere il suo brand. Di fronte a certe proposte, Canil ha deciso di sedersi e ragionare. Il tutto senza intaccare la macchina organizzativa attuale, fin qui perfetta. 


Nell’operazione un ruolo potrebbe recitarlo un manager che conosce a menadito le dinamiche del calcio italiano. In particolare le Marche. Tutti gli indizi raccolti sono riconducibili a Roberto Ripa, ex difensore del Bari e dell’Ancona (23 presenze e 2 gol nella stagione ’97-’98, in B). Dal diretto interessato non arrivano conferme. «Non ho niente da riferire – glissa al telefono - Sono stato spesso al Del Conero nell’ultimo periodo? È vero, ma di partite le vedo molte e probabilmente ne vedrò ancora». Messaggio lapidario. Eppure gli indizi lasciano intuire il contrario. Potrebbero essere frasi di circostanza, dettate anche da un patto di riservatezza che le parti hanno stipulato proprio per non provocare fughe di notizie e malintesi. Ripa, dopo la carriera da calciatore, ne ha avviata un’altra da dirigente della Fiorentina sotto l’egida della famiglia Della Valle. Nel caso andasse in porto la trattativa malese, si prevede un suo coinvolgimento diretto nello staff dirigenziale biancorosso. 

 

Ultimo aggiornamento: 15:00
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