Spagna, il fallimento del tiki taka. Luis Enrique sotto accusa: «Il mio futuro? Deciderò presto»

Spagna, il fallimento del tiki taka. Luis Enrique sotto accusa: «Il mio futuro? Deciderò presto»
Spagna, il fallimento del tiki taka. Luis Enrique sotto accusa: «Il mio futuro? Deciderò presto»
di Alessandro Angeloni
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Martedì 6 Dicembre 2022, 22:03 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 16:08

«Fiasco de una España mediocre»; «Che pena mondiale». Sono solo un paio di esempi, ma questo è a grandi linee il trattamento che si riserva a Luis Enrique e ovviamente ai suoi ragazzi. L’uomo non si discute (devolverà l’incasso delle dirette twitch alla Fondazione Villavecchia, che aiuta i bambini malati di cancro) e anche ieri a fine partita è andato a rendere onore agli avversari, il tecnico evidentemente sì, almeno per la critica spagnola, visto che l’ex allenatore della Roma e del Barcellona gode ancora di una grande spinta popolare. Gli vengono contestate le convocazioni: troppi giovani inesperti, fuori uno come Sergio Ramos, tanto per fare un esempio. Contestata la gestione della partita con il Marocco: pochi tiri in porta, troppo possesso sterile e la sostituzione di Gavi non è andata giù. Ora Luis è stanco, non sa ancora se lascerà o meno l’incarico dopo questi due fallimenti (Euro 2020 e Qatar 2022), ma questa è una squadra nella quale lui crede e i giocatori credono in lui (Ferran Torres «siamo con l’allenatore fino alla morte», ha detto). Bisognerà vedere quanto i vertici della federazione spagnola credano ancora in lui. «Il mio futuro? Non è il momento giusto per parlarne. Voglio andare a casa, la prossima settimana parleremo di ciò che sarà. Vedrò il presidente quando lo riterrà opportuno. L’eliminazione? Abbiamo dominato il gioco, ma avremmo voluto segnare. Poi Sarabia ha preso il palo. I rigori? È tutta responsabilità mia perché ho scelto i primi tre tiratori. Bono è un grande portiere, è stato superbo. Abbiamo dato il 100%, ci congratuliamo con chi ha vinto». C’è chi lo critica proprio per la gestione dei rigori. 


COLPE E DISCOLPE
Luis - secondo tanti - non sarebbe stato troppo “incisivo” nelle scelte dei tiratori. C’è un’immagine, subito dopo la fine dei supplementari, nella quale si vedono tutti i calciatori della Spagna in circolo, stretti intorno al capitano Busquets («è stata un’eliminazione immeritata, crudele») che ha in mano carta e penna e che sembra chiedere ai singoli calciatori chi se la sente di tirare. Ma Lucho poi ci ha messo la faccia, prendendosi la responsabilità delle scelte dei tiratori, ammettendo che «i rigori ci sono costati caro. Sono molto orgoglioso dei miei giocatori, mi congratulo con loro. Ho scelto i primi tre tiratori, i giocatori hanno deciso il resto in base a come si sentivano». E poi ha aggiunto. «Sceglierei sempre i primi tre calciatori che hanno tirato. Per gli ultimi due rigori ho lasciato che scegliessero loro. Perché un allenatore con la mia personalità finisce per condizionare i calciatori. gli ho voluto lasciare libertà. Cosa rifarei diversamente? Toglierei Bono al Marocco». Sì, questo sarebbe stato utile. Poco utile si è dimostrato l’estenuante tiki taka, che ha prodotto la goleada con la Costa Rica e poi il pari con Germania e la sconfitta con il Giappone nel girone. Ieri, 77 per cento di possesso e solo due tiri in porta. Magari la Spagna non cambierà Luis Enrique, ma qualcosa si dovrà cambiare in vista dei prossimi appuntamenti.

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