Burgnich morto, da Zoff a Boninsegna e Gravina: il cordoglio del mondo del calcio

Mercoledì 26 Maggio 2021
Burgnich morto, da Zoff a Boninsegna e Gravina: il cordoglio del mondo del calcio

Lutto per la scomparsa di Tarcisio Burgnich, il difensore italiano simbolo dell'Inter di Helenio Herrera e campione d'europa nel 1968, morto alla vigilia dell'Europeo. Messaggi di cordoglio da tutto il mondo del calcio e in particolare dal presidente della Figc, Gabriele Gravina che ricorda così l'ex giocatore dell'Inter e della nazionale italiana: «La sua morte è l'ennesima ferita inferta al cuore dei tifosi azzurri e di tutti gli appassionati di calcio. Con la sua forza e la sua determinazione ha scritto bellissime pagine di storia del calcio italiano». E' stato inoltre deciso un minuto di silenzio per ricordare Burgnich prima della partita Italia-San Marino il 28 maggio alla Sardegna Arena di Cagliari e in tutte le altre gare in programma questa settimana in Italia.

Il cordoglio dell'Inter, dove è diventato grande

L'Inter, tramite i suoi profili social, ha espresso tutto il cordoglio per Burgnich ricordando il suo palmares e il suo contributo nel rendere grande la società meneghina, sul proprio sito i nerazzurri hanno scritto «Ciao Tarcisio, sarai sempre la nostra “Roccia”» il messaggio prosegue «ci sono degli uomini che vorresti sempre avere al tuo fianco, dei calciatori che vorresti sempre nella tua squadra, delle leggende che vorresti facciano sempre parte della tua storia. Tarcisio Burgnich ha incarnato la forza e i valori del nostro Club e l'Inter ha avuto il privilegio di vederlo lottare per i propri colori: statuario, implacabile, umile e sempre leale», prosegue l'Inter «determinato, insuperabile per gli avversari e prezioso alleato per i suoi compagni: oggi il suo sguardo fiero e la sua forza sono ricordi preziosi, un'immagine che rimarrà sempre impressa nella nostra storia» conclude l'Inter. La società nerazzurra nel messaggio ricorda anhe il palmares di Burgnic che con l'Inter ha vinto 12 stagioni all'Inter, 4 Scudetti, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, segnando 6 gol e scendendo 467 volte in campo guadagnandosi il nome “Roccia” inventato dal compagno di squadra Armando Picchi. 

Il ricordo del Palermo: «Tarcisio rimane nei nostri ricordi»

Il Palermo Calcio ha voluto ricordare tramite i propri canali social il difensore friulano, passato per il capoluogo siciliano nell'estate del 1961 dalla Juventus in cambio del portiere Roberto Anzolin: «Nel 61-62 dalla Juventus arrivò a Palermo Tarcisio Burgnich. Fece un solo gol: contro la Juventus, a Torino in una storica vittoria rosanero per 2-4. Alla fine quell'anno in serie A il Palermo arrivò ottavo, la Juve dodicesima. E Tarcisio rimase per sempre nei ricordi della nostra città». Il difensore indossò la maglia rosanero per una sola stagione, l'estate successiva Burgnich avrebbe indossato la maglia dell'Inter; «Oggi se n'è andato ma non se ne andrà mai. A Burgnich il ricordo affettuoso di tutto il Palermo FC» conclude la società rosanero.

Il Napoli, un messaggio Twitter in ricordo di Burgnich

Il club azzurro ha voluto ricordare Burgnich tramite un messaggio su Twitter: «La Ssc Napoli esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Tarcisio Burgnich. La Roccia fu indimenticato protagonista con la maglia azzurra negli anni '70». La Roccia giocò con la maglia azzurra dal 1974 al 1977, divenendo compagno di squadra del brasiliano Vinicio e mise in bacheca l'ultima edizione giocata della Coppa di Lega Italo-Inglese, vinta ai danni del Southampton nel 1976. Nello stesso anno Burgnich vinse con la squadra partenopea anche la seconda Coppa Italia della storia azzurra ai danni dell'Hellas Verona.

Dino Zoff: «Una mancanza pesante»

Lo storico portiere della Nazionale Italiana e conterraneo Dino Zoff si è espresso così sulla dipartita del suo compagno: «Una mancanza pesante quella di Tarcisio. Ci conoscevamo da tantissimi anni ma negli ultimi anni siamo stati io da una parte e lui dall'altra, l'ultima volta l'ho sentito un anno fa» il portiere ha poi aggiunto «È la grande perdita di un grandissimo difensore e di un brav'uomo, una grande persona».

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Boninsegna: «Solo lui poteva marcare Pelè»

Il compagno di squadra a Milano, Roberto Boninsegna ha voluto invece ricordare così il compagno di squadra e nazionale scomparso oggi: «Quando giovava lui erano preoccupati tutti gli attaccanti, ne parlavo qualche tempo fa con Riva: che pessima domenica quando gioca Tarcisi» ha poi continuato «eravamo molto amici fin da quando eravamo in giovanile dell'Inter. In allenamento lui mi marcava ed era davvero difficile prendere palla, uno dei più grandi marcatori di sempre. In Messico ha marcato Pelé benissimo, era l'unico a poterlo fare in quel modo. Era un friulano tosto, e quando manca un amico così è davvero un pessimo momento». conclude l'ex attaccante neroazzurro.

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Bruno Pizzul: «Ci conoscevamo sin da piccoli»

Anche il commentatore Bruno Pizzul ha detto la sua sulla morte di Burgnich, che conosceva da sempre: «era l'immagine stessa del difensore di calcio. Quando si applicava a un avversario raramente gli concedeva spazio e senza essere particolarmente falloso: deciso e rude questo sì, molto bravo nella marcatura a uomo». Poi una nota biografica sul legame che c'era fra il giornalista sportiva e Burgnich, entrambi friulani: «eravamo amici fin da piccoli, giocavamo nelle strade del nostro paese. Facemmo un provino insieme: Io fui scelto dal Catania, lui dall'Udinese e poi iniziò la sua carriera, al Palermo, alla Juventus poi all'Inter». Pizzul ha voluto anche ricordare il goal contro la Germania a Messico '70 che portò l'Italia in finale persa poi con l'invicibile Brasile di Pelè: «in quel momento eravamo messi piuttosto male. A quei tempi era raro che un difensore cercasse il gol, lui lesse il momento e andò all'attacco: l'istinto di un giocatore di talento».

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Bartoletti: «Se ne va un pezzo di storia della Grande Inter»

Anche il giornalista Marino Bartoletti, ex presentatore del noto programma “Quelli che il Calcio” ha voluto commemorare Tarcisio Burgnich: «Se n'è andato anche Tarciso. E con lui se ne va un altro pezzo della grande Inter, proprio nei giorni in cui in casa nerazzurra si è tornati a sentire profumo di scudetto. Un uomo straordinario, burbero, umile ma tutt'altro che scontroso, anzi insospettabilmente ricco di ironia. Certamente uno dei più grandi difensori della storia. Quando Herrera decise che era vecchio si costruì un'ultima bellissima stagione al Napoli di Vinicio, facendosi apprezzare da una città apparentemente così lontana dal suo
carattere» il messaggio poi continua aggiungendo delle note biografiche sulla “Roccia”: «Lui, un ragazzo della guerra, aveva cominciato a giocare a calcio nel
suo Friuli esercitandosi con un pallone fatto col fieno. Aveva esordito nell'Udinese con Zoff, poi suo compagno di tante battaglie in azzurro». Viene anche ricordata la carriera di allenatore di Burgnic iniziata nel 1978 a Livorno e finita nel 2001 a Pescara, dove ha allenato ben 17 squadre ed ha lanciato l'attuae ct azzurro Roberto Mancini.

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