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Giannini: «Pellegrini, classe e carisma: mi rivedo in lui»

«È sempre nel vivo del gioco, sa come pulire i palloni: sarà centrale anche nella Nazionale. E per il futuro aspetto Bove»

Giannini: «Pellegrini, classe e carisma: mi rivedo in lui»
Giannini: «Pellegrini, classe e carisma: mi rivedo in lui»
di Alessandro Angeloni
4 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 08:25

Lorenzo Pellegrini secondo Peppe Giannini. In comune: la Roma, la Nazionale, la fascia e quella 10...

Un po' le somiglia?
«Calci diversi. Io giocavo trent'anni fa».

Sì ok, ma un po' Lorenzo la ricorda.
«Sì, qualcosa alla fine c'è».

Ha visto?
«Lui però ha fatto le ossa nel Sassuolo, io sono cresciuto e mi sono affermato nella Roma. Però entrambi romani, capitani della Roma, poi in Nazionale. La 10? Io con l'Italia l'ho indossata poche volte, i numeri venivano dati con altri criteri. Anche Baggio giocava con altro numero».

Lollo è un altro romanista e capitano in Nazionale, dopo di lei, Totti, De Rossi...
«Questo non può che farmi piacere. Un po' come me, Lorenzo sapeva fare gol partendo da una posizione arretrata».

E' la sua migliore qualità?
«Anche. Ma mi piace come tocca il pallone, la visione di gioco che ha. Gli arriva una palla sporca e lui la pulisce. Tira le punizioni e tutti i calci da fermo. E' un calciatore completo, anche forte fisicamente. Forse gli manca un po' il colpo di testa. Ma se tanto tira angoli, punizioni etc, a colpire ci vanno altri, no?».

Poi è cresciuto molto di testa?
«Da questo inverno ha fatto un grande salto in avanti. E' più maturo».

Merito di Mourinho?
«Di Mou, della città. Ha carisma. Ormai è un leader della Roma».

E della Nazionale?
«Lo diventerà».

Certo, se avesse giocato anche contro la Macedonia.
«Dirlo dopo è facile».

Lei sta con Mancini.
«Sempre. E' un allenatore vincente, ovunque sia stato».

Non ha rimpianti per il mondiale mancato?

«Certo, mi dispiace. Ma inutile dire doveva giocare questo o quello. Col senno di poi so' boni tutti».

 

A volte gli allenatori fanno scelte per debiti di riconoscenza e magari si rivelano sbagliate. E' d'accordo?
«Può capitare, ma non si fa nulla in malafede e Mancini non è certo uno che si attacca a queste cose. Se ha deciso di puntare su quel gruppo avrà avuto i suoi motivi. Fidiamoci del Mancio».

Pellegrini ha vinto una coppa europea con la Roma, una gioia che lei non ha vissuto.
«Ne ho vissute altre e sono felice così. Lorenzo è stato fortunato e bravo, sta facendo parte di una Roma bella e si merita ogni successo, senza alcuna forma di invidia da parte mia, anzi. L'ha vinta da protagonista, solo meriti».

In che ruolo rende al meglio, secondo lei?
«A me piace come mezz'ala, perché può sfruttare la sua agilità nella corsa. Ha tempi di inserimento. Anche il ruolo che ha nella Roma, da trequartista, mi piace. Secondo me da esterno d'attacco viene un po' limitato, ha meno campo per agire e diventa più prevedibile. Però, sono scelte: Lorenzo sa fare un po' tutto».

La Nazionale oggi si affida molto ai romanisti.
«Con la stagione che ha fatto la Roma, mi sembra anche normale. La squadra di Mourinho è stata il fiore all'occhiello del nostro calcio. Giusto che ci siano molti giallorossi in azzurro».

Ne manca qualcuno?
«Aspettando Zaniolo, che comunque è sempre tra i convocati, dico Bove. E' un altro predestinato che presto farà parte del giro della Nazionale. Vediamo se la prossima stagione avrà qualche possibilità in più di mettersi in mostra, glielo auguro».

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