Lazio, Immobile da impazzire: superato il record di Angelillo e Scarpa d'Oro al piede

Domenica 26 Luglio 2020 di Emiliano Bernardini
Ciro al bersaglio ha fatto centro. Trentaquattro. Sì, proprio trentaquattro. Nessun italiano mai come lui in serie A. La Scarpa d’Oro ora ce l’ha al piede. Ieri il principe biancoceleste l’ha calzata. Prove generali. Per ora la condivide con Lewandowsky. Ma Immobile la vuole tutta per sé. Centrata la Champions ora è questo l’obiettivo della Lazio: incoronare Immobile Re. Ciro per tutti e tutti per Ciro. Patto d’acciaio nello spogliatoio. E a testimoniarlo è proprio il siparietto nel finale con Luis Alberto. Immobile che cede il rigore allo spagnolo «Anche lui ha obiettivi da raggiungere», e il Mago che glielo restituisce: «Il tuo obiettivo è più grande». 

PENALTY ALLA CRUIJFF
In realtà volevano batterlo di seconda, alla Cruijff, così uno avrebbe fatto un assist in più e l’altro gol. nienta da fare. Meglio alla vecchia maniera. Tripletta nel 5-1 con cui la Lazio ha battuto il Verona. La seconda stagionale dopo quella rifilata alla Sampdoria. E poi 7 doppiette. Radunovic è il 60° portiere battuto da Ciro. Nessuno ha più fame di lui. Due rigori e una carezza al pallone esaltazione dell’estetica del gesto. E pensare che ieri, l’esordiente Volpi (quanti dubbi sul rigore dato al Verona per il fallo di Luiz Felipe), ce la stava mettendo tutta a non farlo segnare. Ci sono voluti quasi tre minuti per decretare un rigore solare. Il fischietto di Arezzo lo ha dato solo dopo un lungo conciliabolo con il Var e dopo aver rivisto le immagini. Ce ne erano addirittura due di falli. Ciro tira e segna. Ma non basta. E così ecco un’altra perla e poi un altro rigore. Ora è in testa alla classifica dei bomber di tutta Europa. E per fortuna che non era “internazionale”. E in attesa di mettere in bacheca l’ambito trofeo, ieri si è preso un record come antipasto. Unico italiano a segnare 34 reti in un unico campionato. Superato il primato stabilito da Antonio Angelillo nella stagione 1958/59. Unico anche nella Lazio guardando alla singola annata. Ha segnato più di tutti. Ha superato anche Chinaglia al terzo posto dei bomber all-time biancocelesti. Ciro è a 123, a 127 c’è Signori. Piola è irraggiungibile per quest’anno a 149. Numeri da grandissimo giocatore. Centouno in serie A con la maglia biancoceleste. Basterebbe questo per perdonargli qualche gol mangiato. E passi anche che qualcuno è stato decisivo. E’ maggiore il suo peso nei successi. Anche il ct Mancini si è dovuto ricredere. Nessuno tocchi Immobile. Da eretici scagliare contro di lui la frustrazione di alcuni momenti. Se la Lazio è così in alto il merito è soprattutto di Immobile. Da Formello assicurano sia stato più un blocco mentale che fisico a condizionarlo. Deve essere contento, ha già superato coi gol se stesso. E Lotito è pronto a premiarlo pure con un ulteriore (a 4 milioni) adeguamento.

OVAZIONE NELLO SPOGLIATOIO
L’immobilismo è la nuova religione che fa volare. Sorriso contagioso e quel fare da “guappo” buono che lo fa amare. Prima punta atipica. Praticamente nessun altro bomber percorre così tanti chilomentri in una partita. Torna a centrocampo a prendere palle e poi si lancia negli spazzi. Si muova da destra a sinistra per liberare nuove corsie e poi tira. Ciro a bersaglio. Ora gli restano due gare, con Brescia e Napoli, per diventare il migliore di sempre. Gli servono altri tre gol per superare il record del Pipita, miglior cannoniere in un solo campionato. «Quest’anno sta andando tutto come volevo. Mancano 3 gol per superare Higuain. E’ più difficile, ma voglio finire bene» ha detto Immobile che nello spogliatoio ha ringraziato i suoi compagni. Ovazione. Ciro is on fire. Ma è tutta la Lazio ad essersi sciolta. Sarà la tranquillità della Champions ormai acquisita. Sarà che vincere aiuta a vincere. E così ecco la manita che consente l’aggancio all’Atalanta (messa meglio negli scontri diretti) e a -1 dal secondo posto dell’Inter. Nulla è impossibile.  Ultimo aggiornamento: 23:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA