Lazio, dopo Haaland c'è Lewandowski: Inzaghi pesca il (quasi) imbattibile Bayern

Lunedì 14 Dicembre 2020
lewandowski bayern monaco

Probabilmente peggio di così non poteva andare. La Lazio di Simone Inzaghi pesca i campioni in carica del Bayern Monaco dall'urna di Nyon per gli ottavi di finale di Champions League. Dopo una qualificazione che mancava da vent'anni, adesso di impresa ne servirà un'altra. Stavolta ancor più grande. Dall'altra parte i tedeschi di Flick, che hanno stritolato la scorsa Champions (vinta in finale 1-0 contro il Psg) grazie anche allo storico 8-2 al Barcellona.

Per la Lazio sarà una sfida inedita, visto che per risalire a una partita contro il Bayern bisogna risalire al 1974: non una gara ufficiale, ma un'amichevole disputata il 17 settembre, a pochi mesi dallo scudetto. Sarebbe dovuto essere il preambolo dell'allora Coppa dei Campioni, che però la Lazio non giocherà mai a causa della squalifica dopo gli incidenti dell'anno precedente in Coppa Uefa contro l'Ipswich Town.

Quello del 1974 era un Bayern Monaco che si apprestava a vincere tutto, quello di adesso è ancor di più una macchina perfetta: ha dominato il proprio girone con Atletico Madrid, Salisburgo e Lokomotiv Mosca, chiudendo a 16 punti (cinque vittorie e un pareggio). Per tornare a una sconfitta in Champions si deve fare un salto indietro fino al 2018-2019, visto che la scorsa stagione è stata immacolata.

Il Bayern di Lewandowski e del nuovo Sané

Quest'anno in Bundesliga però non ha ancora staccato le avversarie: dopo 11 giornate è al secondo posto con 24 punti, a meno uno dal Bayer Leverkusen e appaiato al Lipsia. Sabato non è andato oltre l'1-1 contro l'Union Berlin, la giornata precedente 3-3 proprio contro la squadra della Red Bull. E una volta è anche caduta pesantemente: 4-1 contro l'Hoffenheim lo scorso 27 settembre.

Dopo aver battuto il Borussia Dortmund, per Immobile e compagni quindi ancora una tedesca: superato l'ostacolo Haaland, ora tocca a Lewandowski (già 16 gol in 16 partite in stagione e che l'anno scorso si è giocato la scarpa d'oro proprio con l'attaccante della Lazio), che però è solo la punta dell'iceberg di una squadra costruita a suon di investimenti, sul mercato e sulle strutture. Quest'anno a Muller, Gnabry e compagnia si sono uniti Leroy Sané e Douglas Costa. E da chi è seguito l'attacco super del Bayern? Da Miro Klose, che i tifosi della Lazio ricordano benissimo e che ora è uno dei collaboratori di Flick. Nelle ultime settimane il tecnico (che l'anno scorso ha preso il posto di Kovac) ha scoperto anche Musiala, un classe 2003 che è diventato il più giovane giocatore della storia del Bayern a esordire in Bundesliga a 17 anni e 115 giorni.

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Ultimo aggiornamento: 15:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA