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Immobile: «Alla Lazio a vita. Ho sentito Mancini, mi piace che l'Italia giochi più in verticale»

Immobile: «Alla Lazio a vita. Ho sentito Mancini, mi piace che l'Italia giochi più in verticale»
di Valerio Marcangeli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 9 Giugno 2022, 23:37

Torna a parlare Ciro Immobile e lo fa ai microfoni di SkySport direttamente dal Forte Village in Sardegna. Il bomber della Lazio ha subito analizzato la prima stagione con Sarri: «Devo dire che il lavoro più duro è stato quello sulla difesa. È il reparto che ha subito uno scombussolamento dal punto di vista tattico, soprattutto all’inizio. Tutta la squadra ha avuto problemi nella pressione che chiedeva il mister». Il capitano biancoceleste spiega così i tanti gol incassati, dovuti pure a qualche infortunio di troppi: «Ci sono stati i forfait di Acerbi e Luiz Felipe e per fortuna Patric ha fatto molto bene. Anche Lazzari ha fatto un po’ di fatica inizialmente, ma poi si è ripreso». Difficoltà iniziali, ma un’ottima chiusura che Immobile analizza come Sarri: «Come ha detto il mister peccato che si è fermato il campionato perché avevamo trovato la quadra. Con altre dieci partite saremo stati messi bene per lo scudetto (ride, ndr)».

Immobile: «Ho sentito Mancini di recente. Mi piace che ora l'Italia giochi più in verticale»

È un Immobile che sorride anche in merito al sempre scomodo discorso Nazionale: «Ho sentito mister Mancini prima delle convocazioni. Abbiamo parlato perlopiù dell’infortunio. Sta facendo un lavoro importante. Ho visto le tre partite e a parte il secondo tempo con l’Argentina mi sono piaciuti tutti. Si è espresso un calcio molto più in verticale e mi fa piacere perché andiamo a sfruttare di più le mie caratteristiche». Poi anche un piccolo accenno all'Europeo: «La vittoria è partita a pochi metri da qui ed è un ricordo che rimarrà per sempre nella vita mia e di tutti perché era da più di 60 anni che non si vinceva una manifestazione del genere». A proposito di passato, Ciro torna anche sui suoi ex allenatori. Prima Klopp: «Mi ricordo quando eravamo andati lì per firmare, lui era a Dortmund e mi aveva raccontato tutta la storia e il motivo per il quale mi aveva scelto. Aveva visto più di cinquanta o sessanta partite mie, mi seguiva da oltre sei mesi. Fa capire la sua professionalità, mi ha fatto piacere la stima di una persona come lui». E poi Zeman, vicino al ritorno a Pescara: «Mi fa piacere che il mister torni lì dove sia io che lui abbiamo fatto bene. Sono felice per lui e la società». Per concludere anche un accenno al mercato e alle tante squadre con cui ha giocato: «Dopo la Primavera con la Juventus ho passato anni un po’ tormentati per i prestiti. C’erano ancora le comproprietà all’epoca, ho cambiato un po’ di città e di squadre, ho fatto esperienza come è giusto che sia». Poi però è arrivata la Lazio: «Ora sono in biancoceleste con un contratto a vita», e i tifosi se lo coccolano.

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