Roma, Fonseca tira dritto: difende se stesso, ma non i giocatori

Mercoledì 3 Marzo 2021 di Ugo Trani
Mayoral (foto Mancini)

Fonseca si è preso più tempo del solito per spiegare l’ultima caduta in campionato, limitandosi a sfiorare l’attualità, cioè la partita di stasera al Franchi contro la Fiorentina in crisi. Ha parlato addirittura 18,01 minuti. È il suo record stagionale. Triplicato, ad esempio, il suo intervento di sabato alla vigilia della gara contro il Milan, quando si è fermato a 6,26. La differenza c’è e abbondante, almeno quanto lo resta il gap della sua Roma negli scontri diretti contro le big. La lunga chiacchierata, a quanto pare, si è resa necessaria per rendere più chiaro il percorso della sua squadra che, dopo il ko contro i rossoneri, è scivolata al 5° posto in classifica e quindi fuori dalla zona Champions. Ma più che di uno sfogo si è trattato di una difesa del suo lavoro. Che, sul piano tattico, è stato messo in discussione dopo la sconfitta di domenica, simile ad altre in questa stagione. Comprensibile la sua presa di posizione, dunque. Non convincente, però. Anche per l’equilibrio dello spogliatoio, fondamentale come quello in campo. Paulo, volendo dar forza alla sua gestione, ha girato le colpe direttamente ai giocatori. Gaffe dei singoli e basta, la motivazione messa in piazza dall’allenatore per dare un senso a sbandate come quella di 3 giorni fa: «Siamo noi a crearci problemi commettendo errori. Non è un problema di organizzazione difensiva, ma di ultima decisione o di palloni persi in fase di costruzione». Ovviamente lo scarico di responsabilità non è stato gradito dal gruppo.

DIFESA FRAGILE
«Non siamo depressi. Magari per chi sta fuori è così. La squadra ha sempre reagito. E capito i suoi errori. Ho visto che voglia di lottare per i 3 punti con la Fiorentina che, pur non essendo stata regolare, mi sembra capace di tutto, anche di vincere 3 a 0 contro la Juve a Torino» avverte Fonseca. Che conosce il punto debole del suo 3-4-2-1. La Roma, in campionato, ha già incassato 37 reti. Come il Bologna. Anche la Fiorentina, avversaria di questo turno infrasettimanale, ne ha subite meno: 36. Solo 6 formazioni hanno fatto peggio, quelle che chiudono la classifica: Spezia, Benevento, Torino, Cagliari, Parma, Crotone. Paulo non può certo negare la vulnerabilità del reparto arretrato, a prescindere dalle assenze che lo hanno impoverito. Ma nega che sia un problema tattico. «La squadra ha preso più gol di quelli che vogliamo. Non possiamo, però, sbagliare così. Il Milan non ha costruito azioni offensive pericolose, a conferma che il nostro equilibrio, passando al 3-5-2, ha funzionato. Ma siamo stati poi noi a crearle per loro. Noi sappiamo iniziare il gioco dal basso, non dobbiamo però regalare la palla all’avversario». Insiste: «Diversa è la strategia, di partita in partita, e non l’identità. Milan, Juve, Atalanta, Napoli e Lazio fanno sempre lo stesso gioco: le grandi hanno un’identità forte che non cambia in base al risultato. E nemmeno con moduli diversi». Va avanti, insomma, per la sua strada. Conferma Pau Lopez e Mayoral, portiere e centravanti che hanno steccato domenica e che non danno certezze al gruppo. «Non abbiamo tempo per lavorare, pensiamo solo a recuperare. Ma con 3 partite in 8 giorni ci saranno 2-3 novità. Rientra Kumbulla». Tra i 22 convocati torna pure Smalling. Paulo contesta anche i pochi gol arrivati dai panchinari: appena 2 in stagione. «Nel 70% delle partite in cui i giocatori sono entrati stavamo vincendo: i gol li avevamo già fatti...». La Fiorentina, con 3 ko nelle ultime 4 gare, è al 14° posto in classifica. Commisso è furioso con la squadra. Prandelli ancora non si arrende. «La Roma, con la sua qualità, farà la partita. Noi nn dobbiamo assolutamente andare in campo, però, pensando di essere la vittima predestinata».

 

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