Europeo, la Francia è la favorita. Il Belgio ha la qualità e l'Inghilterra è piena di talento. Ma CR7...

Venerdì 11 Giugno 2021 di Andrea Sorrentino
Mbappé

La logica, l’analisi delle forze in campo e delle debolezze, e i bookmakers, che ne sanno sempre a pacchi, convergono: la Francia può solo perderlo. Per Inghilterra e Belgio, anche loro semifinaliste nell’ultimo torneo di riferimento, Russia 2018, non essere tra le prime quattro sarebbe un fallimento. Occhio alla Spagna giovane del ginnasiarca Luis Enrique, e al Portogallo campione in carica, mai così yèyè dalla cintola in su. E alla Germania, con quei centrocampisti che si ritrova. L’Italia insegue tutti, eppure sogna sorpassi da notti magiche, sempre che possa arrampicarsi ai livelli di intensità agonistica che la serie A ormai si sogna. Ma non c’è mai stato un Europeo post-Covid e tanti equilibri possono saltare, dopo una stagione da urla nel silenzio e un calendario micidiale che ha brasato muscoli e nervi: chissà chi avrà mantenuto la freschezza necessaria. L’altra novità che potrebbe alterare i pronostici, a parte l’insidia strisciante delle positività al Covid, è il torneo itinerante con inevitabili disparità: chi non si muoverà da casa nella prima fase (Italia, Danimarca, Olanda, Inghilterra, Spagna e Germania) e chi consumerà energie e suole, come il Belgio (9000 chilometri in viaggio), la Francia (7000), Svizzera, Svezia o Polonia (oltre 10mila). 


FRANCIA 
Con tante incognite è più scomodo il ruolo di favorita della Francia prima al mondo, Deschamps non gradisce ma deve abbozzare. L’11 titolare è quasi quello di Mosca, con Kimpembe per Umtiti, Tolisso o Rabiot per Matuidi, Benzema per Giroud: c’è di peggio nella vita, anche se la narrazione edificante, da fratacchioni, sul provvido ritorno della pecorella smarrita Benzema dopo 6 anni, potrebbe scontrarsi con frizioni interne, ma i Bleus sono i più forti e stop. 
 

INGHILTERRA E GERMANIA
Nessuno si fida dei propri equilibri di squadra, così potremmo trovare difese a 3 (quindi a 5) dove non te lo aspetti, tipo Inghilterra o Germania. Southgate non indosserà il gilet che fece scalpore in Russia e sa che i suoi leoni sono stremati dopo la stagione in Premier e dietro ha il portiere Pickford che non ne prende più una, Maguire al rientro, Stones ormai una sciagura, e insomma medita di coprirsi, anche se davanti ha talento freschissimo in Mount, Foden e Grealish. 
Loew, al passo d’addio, in difesa si fida solo di Rudiger, però chi ha a centrocampo Kroos, Gundogan, Kimmich e Goretzka, e in attacco Sané, Havertz, Gnabry e Werner, sa di maneggiare pepite, ma anche di dover compiere scelte pericolose. 


BELGIO
I belgi con l’età media più alta sono la generazione d’oro a cui mancò finora solo la vittoria: dietro il ct catalano Martinez, che vive a Waterloo con vista su quel campo di battaglia, la difesa è invecchiata ma la qualità totale è assoluta, e occhio alla novità Doku (tra i giovani da seguire, insieme al tedesco Musiala o a Isak, attaccante svedese seguace della filosofia stoica). 


SPAGNA E PORTOGALLO
La Spagna è per la prima volta senza madridisti, Luis Enrique ha sfidato tutti pure convocando solo 24 atleti poi gli è arrivata la mannaia del Covid, vedremo se supererà il dispetto e il disagio, ma ha tanto talento sotto gli occhi. Come il Portogallo di Fernando Santos, il ct dall’espressione mesta che è la rappresentazione plastica del fado: con Bernardo, Bruno, Joao Felix, Jota e Cristiano in attacco avrà da ridere, poi in difesa ha quel fenomeno di Ruben Dias e i bucanieri 38enni Pepe e Fonte. Cr7 insegue l’ultimo record, i 109 gol internazionali dell’iraniano Ali Daei (lui è a 104), poi li avrà battuti tutti e ci rilasseremo. 


SORPRESE
Danimarca, Ucraina, Polonia, Svezia. E i croati, che nessuno calcola più ma sono vicecampioni mondiali, anche se l’incantesimo di quei giorni in Russia sembra evaporato, la carrozza è tornata una zucca.

 

Ultimo aggiornamento: 19:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA