Benevento tra paura e rabbia, il finale nero di Inzaghi, lo sfogo di Vigorito: «Ci vogliono in B»

Lunedì 10 Maggio 2021 di Gianfranco Teotino
Benevento tra paura e rabbia, il finale nero di Inzaghi, lo sfogo di Vigorito: «Ci vogliono in B»

E’ difficile salvarsi se nel girone di ritorno riesci a vincere una sola partita, ma è incredibile non salvarsi se quella partita l’hai vinta in casa della Juventus nove volte campione d’Italia, che quel giorno il decimo titolo non l’aveva ancora perso. Un’impresa al limite del paranormale: e invece da quel momento il Benevento le streghe le ha viste, ma senza più riuscire a catturarle e ottenerne così la protezione per sette generazioni, come vuole la leggenda.
STREGHE
Le ha viste soprattutto ieri quando il Var Mazzoleni ha richiamato l’arbitro Doveri per fargli cancellare il rigore che avrebbe potuto portare al 2-2 nello scontro diretto con il Cagliari. Curiosamente lo stesso Mazzoleni che era al Var anche la settimana precedente in un incontro del Cagliari, quello giocato a Napoli, e che aveva fatto annullare il gol del 2-0 di Osimhen per un tocco meno importante di quello di ieri in area di Asamoah su Viola. A pensar male si fa peccato, ma lo sfogo post partita del presidente del Benevento Vigorito non può non avere toccato le corde di tutti quelli che credono in un calcio pulito. Perché Mazzoleni due volte consecutive al Var per la stessa squadra, il Cagliari? Perché questo uso del Var fuori dal protocollo che prevede interventi soltanto in caso di evidenti errori dell’arbitro? Domande senza risposta. Inzaghi ha raccontato che i suoi giocatori, increduli, rientrati nello spogliatoio addirittura piangevano. Si sentivano vittime di una vera ingiustizia. Il pareggio ci stava: meglio il Benevento nel primo tempo, molto meglio il Cagliari nella ripresa. Ma, al di là di chi abbia giocato più o meno bene, nel calcio, si sa, il risultato è spesso fatto dagli episodi. E quell’episodio grida vendetta. Rischia di mandare in fumo gli sforzi del presidente Vigorito per tenere il club in A dopo avercelo portato per la seconda volta e il lavoro di Pippo per conquistare una complicata salvezza.
I MOTIVI
Poi, certo, voltandosi indietro, ci sarà da capire, al di là di quanto successo ieri, il perché di questo clamoroso calo di rendimento. Il Benevento aveva chiuso l’andata all’undicesimo posto con 22 punti, lontanissimo dalla zona retrocessione. Nel ritorno il crollo. Capita nel calcio ogni tanto. In Serie A non capitava da quasi vent’anni. Stagione 2001-02. Il Verona di Malesani aveva cominciato alla grande. Al giro di boa era in piena zona Europa. Alla fine, venne retrocesso. In quella squadra giocavano Camoranesi, Mutu, Gilardino, Adailton, Cassetti, Paolo Cannavaro. Sprofondarono. Per il Benevento c’è ancora una piccola speranza. Ma che passa inevitabilmente per un risultato positivo mercoledì a Bergamo con l’Atalanta. Impossibile? Era impossibile anche allo Juventus Stadium… Però prima va cancellato quanto successo ieri. Se c’è uno che ce la può fare è Pippo Inzaghi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA