Belgio-Italia, Jordan Lukaku: «Romelu, stai attento a Ciro»

Mercoledì 30 Giugno 2021 di Alberto Abbate
Belgio-Italia, Jordan Lukaku: «Romelu, stai attento a Ciro»

Non è il Lukaku griffato. È Jordan, fratello minore di Romelu, un anno più piccolo. Di proprietà della Lazio: «Quando sbarcai a Roma nel 2016, i tifosi dicevano di aver preso il Lukaku sbagliato perché venivo da un Europeo in cui non avevo giocato bene». Adesso tornerà dal prestito al Royal Antwerp di Anversa (nonostante le origini congolesi, la sua città natale), ma con un grosso rimorso sulle spalle: «Purtroppo gli infortuni mi hanno condizionato, adesso sto bene, ma sarei stato entusiasta di poter essere col fratellone e la mia Nazionale ai quarti di finale».
Almeno sarà a Monaco sugli spalti?
«Purtroppo no, perché ci sono stati concessi due biglietti e andranno mi madre e mio padre. Io farò il tifo davanti al televisore».
Che partita si aspetta?
«Il Belgio è favorito, ma nulla è scontato in questo Europeo. Quanto successo alla Francia dovrà servire da insegnamento. Molto per noi dipenderà dalla presenza di De Bruyne e Hazard. Sono in forte dubbio e, senza di loro, il nostro gioco offensivo ne risente parecchio».
Sarà tutto sulle spalle di Lukaku senior. Che sfida col suo compagno Ciro.
«Ho sentito mio fratello ed è carico. Lui non risente della pressione, lo ha dimostrato con l’Inter vincendo lo scudetto. Fra un amico e il sangue, io scelgo sempre la famiglia senza alcun dubbio. Sia Immobile che Romelu sono però due bestie sotto porta, non sbagliano un colpo. Lo dicono i numeri e i gol».
È vero che lei e Romelu siete i vostri maggiori critici?
«Sì (ride, ndr). Ci schieriamo l’uno contro l’altro pure quando giochiamo alla Play. Lui addirittura studia le mie prestazioni nel dettaglio su Wyscout e mi corregge ogni sbaglio. Quando giocavamo insieme nell’Anderlecht lo faceva persino in campo, dal vivo».
Peccato che siate stati separati in Serie A, ma sopratutto nel Belgio?
«Ho 27 anni, c’è ancora il prossimo mondiale per provare a riprendermi il posto»
Quante chance ha l’Italia di passare ancora il turno?
«Io sono rimasto impressionato dal girone. Gli azzurri hanno vinto tutte le partite con una facilità disarmante. Giocano bene e la difesa regge sempre. Spero di no, ma hanno tutte le carte in regola per vincere. In una gara secca, sono gli episodi a cambiare la sorte, più della forza individuale».
Cosa ne pensa delle polemiche nostrane sull’inginocchiamento?
«Non dev’essere un gesto di solidarietà solo verso la campagna #BlackLivesMatter, ma un segno contro ogni discriminazione per il rispetto di tutti». 
Da terzino chi la sta sorprendendo?
«Spinazzola sta disputando un torneo esaltantre. Ha fisico e qualità, è un po’ anarchico come me».
Invece Jordan dovrà diventare disciplinato col nuovo allenatore biancoceleste?
«Non ho ancora parlato con Sarri, ma mi piacerebbe tanto lavorare con lui. Mi farebbe crescere e io credo di poter essere utile».
È solo una speranza quella di tornare nella capitale e restare?
«Intanto torno sicuro. La Lazio mi ha chiamato e mi ha detto di presentarmi a Formello il 10 luglio. Poi partirò per Auronzo e magari convincerò il tecnico…». 

 

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