Silvia miss, manager e youtuber: «Sono semplice e solare. L'uomo ideale? Selvaggio come me»

Martedì 16 Novembre 2021 di Sandro Benigni
Silvia Sbaffi, 28 anni, fabrianese, due lauree, Miss Marche 2015, chef di campagna su YouTube

FABRIANO - Silvia Sbaffi Chef di campagna è un brand marchigiano che sta prendendo piede anche grazie al suo canale YouTube molto frequentato.


Miss, modella, due lauree, un amore sviscerato per la campagna. Chi è Silvia Sbaffi?
«Sono una ragazza semplice e solare che ha sempre avuto in testa obiettivi e tante idee, cercando sempre di portarli a termine, ma anche molto testarda».

Lei è nata e vive in campagna. Quanto c’è di questo mondo nel suo carattere?
«Tanto, sono sempre stata attaccata alla mia casa. Figlia unica, da piccola, abitando lontano dalla città, non uscivo spesso, è quindi stavo molto da sola e all’aria aperta, ma poi ho iniziato a studiare all’università, prima ad Ancona poi a Roma e ogni volta che tornavo a casa mi rendevo conto che il posto più bello e speciale dove sono mai stata è quello dove sono nata».

 
Perché ha scelto la laurea in marketing?
«Ho conseguito la prima laurea ad Ancona, la triennale in economia, poi la magistrale in marketing a Roma alla Sapienza. Scelsi marketing perché fu l’esame che mi aveva più colpita alla triennale e per i suoi sbocchi lavorativi. Scelsi Roma per fare un’esperienza personale. A Roma ho conosciuto un’agenzia di moda importante, interessata a me, anche perché ero fresca anche del titolo di Miss Marche, ma ho capito sin da subito che quel mondo non mi appartenesse fino in fondo».


Qual è il piatto marchigiano che mangia più volentieri e quale quello che preferisce cucinare?
«Le tagliatelle sono il mio piatto preferito e nel mio canale YouTube ho diverse ricette con le tagliatelle, ma se dovessi dire una ricetta marchigiana da provare direi coniglio in porchetta (di mia produzione) arricchito con cotiche e pancetta».


L’eterno dilemma marchigiano: salame di Fabriano o ciauscolo?
«Senz’altro il salame di Fabriano, che se fatto bene è davvero un buon prodotto. Quando lavoravo al mercato coperto era molto richiesto dai turisti e so riconoscere un salame di qualità dagli altri, visto che nella mia famiglia facciamo salumi, ma anche salsicce di cinghiale e cotechini».


Che sensazioni dà coltivare l’orto, accudire gli animali o mettersi alla guida di un mezzo agricolo?
«Tutto ciò è stato agevolato dal fatto che abito in un luogo meraviglioso situato nel verde collinare delle Marche. Qui sin da piccola ho visto passeggiare molti animali. Oltretutto, nella mia casa non sono mai mancati i prodotti naturali, sia per ciò che riguarda verdura dell’orto, sia per la frutta di ogni qualità, sia per i derivati del latte, sia per suini, bovini e caprini. Ovviamente, questo importante patrimonio di risorse naturali ha contribuito a farmi innamorare sempre più di una cucina sana, ma anche profondamente tradizionale».


La campagna è un valore?
«Ritengo che il fatto di essere nata e cresciuta in campagna sia per me una grandissima risorsa, un vero punto di forza che ha contribuito e contribuisce a vedere la vita in modo profondamente naturale. La politica del km zero è per me prioritaria. In effetti, ancor prima che questo modus operandi acquisisse la sua rinomanza nel mio spazio verde tutto ciò veniva già realizzato con grande passione e sacrificio dai miei familiari».


È fidanzata?
«Sono scaramantica, quindi non mi voglio dilungare troppo in questa domanda, però dopo tanto che sono stata sola ora c’è una persona nella mia vita. L’uomo ideale deve farmi ridere, credo che una persona che sappia far ridere è intelligente e empatica e deve essere selvaggio come me».


Un piatto che non deve assolutamente mancare sulla tavola dei marchigiani per il pranzo di Natale?
«I cappelletti in brodo. Nella mia famiglia è tradizione farli alcuni giorni prima tutti insieme. Per concludere, volevo aggiungere che a metà dicembre ci sarà un nuovo arrivo nella mia casa, che per ora non svelo: sarà il mio regalo di Natale».

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