La Soprintendenza al ministero della Cultura: «Villa Buonaccorsi da acquisire, occasione da non perdere per fare un parco»

Sabato 2 Ottobre 2021 di Lucilla Niccolini
Villa Buonaccorsi a Potenza Picena con il suo splendido parco

ANCONA - Buone notizie per Villa Buonaccorsi. Ieri pomeriggio è partita da Ancona, con destinazione Ministero della Cultura, la relazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, sullo stato del complesso di Potenza Picena. Un sopralluogo, come da noi annunciato nei giorni scorsi, è stato compiuto lunedì da Pier Luigi Moriconi, il funzionario che svolge funzione di soprintendente, da quando Marta Mazza ha avuto la delega alla Segreteria generale del Veneto. «Assieme all’architetto Bruni, ho constatato l’ottimo stato di conservazione di questa “piccola città” settecentesca».

 
Il monitoraggio
La visita era stata sollecitata da Vittorio Sgarbi sulle nostre colonne, per accelerare un iter di acquisizione del bene da parte dello Stato. «Sia chiaro comunque – puntualizza il dottor Moriconi – che non è stata quell’intervista a dare l’impulso. Fuor di polemica, vorrei precisare che monitoriamo da anni la villa. E che il sopralluogo era già in programma». Che risultati ha dato?

«Il complesso gode di ottima salute. Villa, giardino e chiesetta, che compongono il nucleo più antico, non hanno problemi strutturali: sarebbe necessaria soltanto una manutenzione ordinaria, interrotta dagli anni ‘70, quando l’ultima erede se n’è andata. Tra l’altro il custode, Attilio Macellari, molto attivo e premuroso, che ci ha accompagnato nel sopralluogo, si prende cura di tutto con solerzia, in particolare del giardino all’italiana e delle serre con le limonaie». Qualche criticità è stata invece ravvisata negli annessi», aggiunge il funzionario.

«Il molino del grano col granaio, e un casone a L, suddiviso in appartamenti a schiera, dove abitavano i contadini, hanno gli interni malmessi, e si dovrebbero fare lavori di recupero. È perfettamente agibile un edificio, che serviva per fare il vino e l’olio, a due piani, utilizzato per ospitale incontri pubblici e matrimoni. Nel complesso, il custode, che ha avuto dal curatore fallimentare l’autorizzazione a permettere l’accesso, ha contato, questa estate, circa 1500 visitatori».

Il bene, dichiarato dal ministero “di interesse particolarmente importante”, fin dal 18 aprile 1972, era stato venduto all’asta, alla fine di luglio, a una società immobiliare romana, al prezzo di 2 milioni e 230mila euro. Una volta perfezionato l’atto di vendita davanti a un notaio, la Soprintendenza ha comunque 60 giorni di tempo per esercitare il diritto di prelazione, e assicurare il patrimonio alla proprietà pubblica.

«Ma intanto la relazione, da noi oggi inviata al ministero, è accompagnata dal mio parere favorevole, che condivido con la dottoressa Mazza, all’acquisizione del bene, che ha un grande valore storico e artistico. E poi il giardino e il bosco, su un’estensione di 5 ettari, ha un inestimabile pregio naturalistico. È quindi un’occasione da non perdere, per farne un parco di pubblica utilità». In considerazione del prezzo, sottostimato, il ministero potrebbe procedere all’acquisto, anche facendo rientrare la spesa nella Misura 2 per la Cultura del Piano nazionale di ripresa e resilienza.


La prelazione
Ma sono già in corsa per la prelazione e l’acquisizione anche la Regione, il Comune e la Provincia di Macerata. «Una buona notizia, l’invio della relazione della Soprintendenza alla Direzione generale», si felicita la sindaca di Potenza Picena Noemi Tartabini. «Ieri mattina ci siamo riuniti, a Palazzo Raffaello, con il segretario generale della provincia, con i tecnici e con l’avvocato che segue la procedura, per stilare un protocollo d’intesa, e innescare una filiera istituzionale per l’acquisto e, quindi, la gestione di Villa Buonaccorsi». «Sono contento - le fa eco Vittorio Sgarbi - che si sia finalmente imboccata la strada giusta, rimettendo in ordine un percorso gerarchico virtuoso».

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