Uto Ughi a Urbino per le celebrazioni in onore del Duca Federico: «Mi ispira suonare nella città simbolo del Rinascimento»

Il maestro Uto Ughi sarà ad Urbino il 7 giugno
Il maestro Uto Ughi sarà ad Urbino il 7 giugno
di Elisabetta Marsigli
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Venerdì 3 Giugno 2022, 08:40

URBINO - Sarà il grande violinista Uto Ughi l’ospite d’onore delle celebrazioni del “Compleanno del Duca”, nel 600° anniversario della nascita del Duca Federico, in programma a Urbino il 4, 5 e 7 giugno. Il maestro si esibirà nel Cortile d’Onore di Palazzo Ducale il 7 giugno alle 21, accompagnato da un altro rinomato musicista come il maestro Bruno Canino, al pianoforte, e dedicherà il suo concerto per violino e pianoforte all’evento ducale. Per entrambi è la prima volta a Urbino.

 
L’ispirazione
«Mi sono sentito ispirato dalla proposta di Massimo Puliani, direttore artistico del progetto dell’Ars - dichiara Ughi - perché mi ispira suonare nella città simbolo del Rinascimento, che ha dato all’Italia il futuro della cultura, dove la musica si sposa con le arti figurative in modo straordinario». Ughi ha due violini che sono il simbolo della cultura virtuosistica: «Uno è il Guarnieri del Gesù del 1744, uno degli ultimi che Guarnieri ha prodotto, l’altro, invece, è uno Stradivari del 1701 chiamato ‘Kreutzer’ perché appartenne a Rodolphe Kreutzer, il violinista a cui Beethoven dedicò la famosa Sonata. Sono entrambi della grande scuola di liuteria di Cremona, ma sono due violini molto diversi tra loro: in pittura lo Stradivari assomiglierebbe a un quadro di Giotto, a un affresco di Raffaello, al Beato Angelico. Il Guarnieri invece avrebbe le tinte scure e misteriose di Vermeer, di Rembrandt, di Caravaggio. Si potrebbe dire che uno è l’Apollineo, l’altro il Dionisiaco». 


Il riferimento
E il riferimento a Raffaello è più che mai appropriato in questa occasione: «Raffaello era il Mozart della pittura. C’è un accostamento fra loro, per la loro creatività spontanea, per il dono naturale della “Meraviglia”. Pensi che nei manoscritti di Mozart non c’è mai una correzione, mai un rifacimento, a differenza di Beethoven che cancellava e riscriveva continuamente». Una cultura musicale che andrebbe approfondita per fare avvicinare anche i giovani a questa musica: «La musica dovrebbe essere più presente nelle scuole, ma nonostante i ripetuti appelli miei e di grandi direttori come Abbado e Muti, la cultura musicale non viene approfondita e prevale, fra i giovani, quella dei fenomeni più mediatici». Per questo compleanno speciale, il maestro ha pensato ad un programma altrettanto speciale: «Abbiamo pensato di eseguire una sonata di Beethoven, la prima, chiamata “la Primavera” per il suo carattere lirico e sereno: è un Beethoven prima della sordità, prima che scrivesse opere gigantesche di profondità spirituale. Abbiamo inserito anche una sonata in Re maggiore di Handel, contemporaneo di Bach: i due si stimavano tantissimo, ma non sono mai riusciti ad incontrarsi. Mi interessava poi Dvorak, compositore ceco celebre per la Sinfonia del Nuovo Mondo, dove miscelò il folklore della sua terra con i temi etnici e popolari americani. Di lui eseguiremo quattro pezzi romantici, improntati sulla malinconia slava. Concluderemo con la trascrizione da violino a pianoforte dell’opera Carmen che ebbe un fiasco totale alla prima esecuzione. E pensare che oggi è tra le opere più conosciute al mondo». In caso di Maltempo il concerto si terrà al Teatro Sanzio.

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