Dopo il restauro torna a splendere a Urbino la lunetta di San Domenico, opera eccelsa di Luca della Robbia

La lunetta di San Domenico, opera di Luca della Robbia
La lunetta di San Domenico, opera di Luca della Robbia
di Lucilla Niccolini
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Giovedì 21 Aprile 2022, 09:44

URBINO - Luminoso, torna a splendere il cielo azzurro che fa da sfondo ai busti della Madonna col suo Bambino e dei quattro santi Domenico, Tommaso D’Aquino, Alberto Magno e Pietro martire. I bei volti candidi, malinconici e pensosi, popolano la lunetta di San Domenico che, restaurata, dal 10 maggio accoglierà di nuovo i visitatori della Galleria Nazionale delle Marche. L’opera eccelsa di Luca della Robbia, orgoglio di Urbino, era stata inviata nel settembre scorso all’Opificio delle Pietre dure di Firenze, per subire un accurato lavoro di recupero. 

 
Il team di Speranza
Condotto dalla dottoressa Laura Speranza, direttore del settore restauro materiali ceramici e plastici dell’Opificio, e dal suo team, l’intervento si era reso necessario, a quarant’anni da un precedente restauro. Negli anni Ottanta, infatti, la lunetta era stata rimossa dal portale della chiesa che fronteggia Palazzo Ducale: i troppo evidenti e drammatici danni degli agenti atmosferici ne avevano consigliato il trasferimento definitivo nelle sale della Galleria Nazionale, per evitare “l’aggravarsi irreparabile di uno stato di degrado”. Con queste parole, i tecnici dello stesso istituto di restauro fiorentino diagnosticarono allora lo stato di salute dell’opera, su cui poi provvidero a effettuare ritocchi pittorici e integrazioni di materiali.


L’urgenza del restauro
Il direttore di Palazzo Ducale, Luigi Gallo, appena arrivato a Urbino aveva ravvisato l’urgenza di un nuovo restauro un anno e mezzo fa. «In un primo giro di ricognizione della galleria, per verificare lo stato di conservazione delle opere, assieme alle funzionarie restauratrici, che ringrazio, notai alcuni casi drammatici, fra i quali appunto la lunetta di Luca della Robbia. In vista del quinto centenario della nascita del Duca, che cade quest’anno, mi è sembrato inderogabile restituire al pubblico l’opera in uno stato, migliore, che rendesse onore alla sua bellezza». Per sostenere la spesa, circa 30mila euro, il direttore ha lanciato la sottoscrizione con lo strumento dell’Art bonus. Un contributo generoso si deve al Comitato Cultura della Confindustria di Pesaro e Urbino, presieduto dal cavalier Gastone Bertozzi, cui si spera si aggiungeranno altri benefattori, una volta che la lunetta, di ritorno da Firenze entro il 10 maggio, sarà collocata proprio all’inizio del percorso espositivo della Galleria Nazionale delle Marche, nella Sala della Jole, che affaccia sulla chiesa di S. Domenico, da cui proviene. «Da lì, non sarà più spostata – precisa il direttore Gallo – per garantire la corretta conservazione dell’importante terracotta robbiana, probabilmente la prima commissione di Federico da Montefeltro».


I ritocchi
L’opera, divisa in undici parti, è in questi giorni sottoposta agli ultimi ritocchi. «Per evitare che lo smalto si staccasse dalla terracotta – ci informa Laura Speranza - abbiamo consolidato alcune parti, stuccate in bianco con polvere di marmo. E abbiamo sostituito il vecchio supporto ligneo, sensibile alle variazioni climatiche, con uno nuovo, in resina e aerolam». Di ritorno a Urbino e riassemblata a Palazzo Ducale, la lunetta di Luca della Robbia sarà collocata a un livello più basso rispetto al passato, per meglio ammirarne i dettagli, ora che i lavori le hanno restituito la luce e il candore.

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