La Lunetta di San Domenico, capolavoro di Luca della Robbia, di nuovo a Urbino nella splendida Sala della Jole

Mercoledì 11 Maggio 2022 di Lucilla Niccolini
Gli ultimi ritocchi a Urbino alla Lunetta di San Domenico

URBINO - Al colmo dello scalone di Palazzo Ducale, che conduce al primo piano, gli occhi del visitatore s’illuminano del bianco e azzurro della Lunetta di San Domenico. Questo capolavoro di Luca della Robbia, restaurato a Firenze dagli esperti dell’Opificio delle Pietre Dure, ieri mattina ha fatto ritorno a Urbino.

 

Liberata dagli imballaggi, collocata nella sua sede definitiva, nella Sala della Jole che apre il percorso espositivo del museo, l’opera è stata immediatamente affidata a una funzionaria restauratrice dell’Opificio per i necessari ritocchi. China sulla lunetta, sotto la luce puntata di un riflettore, la dottoressa non si lascia distrarre dai commenti ammirati dei tanti visitatori che, come ogni giorno, popolano le sale della Galleria nazionale delle Marche. E tra qualche giorno, verrà a Urbino anche la direttrice dell’Opificio, la dottoressa Laura Speranza, per una verifica. «È stato necessario  - commenta, sottovoce per non disturbare la restauratrice, Luigi Gallo, il direttore di Palazzo Ducale e del Polo Museale delle Marche - procedere a un’accurata desalinizzazione della struttura, intaccata dagli agenti atmosferici nel lungo periodo in cui la lunetta è rimasta all’aperto, sulla facciata della chiesa che fronteggia Palazzo Ducale. Ora, l’intervento può considerarsi definitivo. Entro tre settimane dovrebbero essere terminati i lavori sulla superficie invetriata, che si possono eseguire solo “in situ”». 


Era stato il direttore, subito dopo la nomina, nel 2019, a ravvisare l’esigenza di un recupero della lunetta che, staccata dal portale della chiesa di San Domenico nel 1973, da allora è conservata nella Galleria. «Sono molto soddisfatto dei risultati, ottenuti grazie a una perfetta sinergia tra Ministero della Cultura, Musei Italiani e Opificio delle Pietre Dure». La collaborazione tra questi enti, per le Marche, si estende ora al restauro della Pala Robbiana, patrimonio e vanto del vicino Museo di Gradara. Al fianco di Luigi Gallo, c’è il dottor Stefano Brachetti, direttore del Museo di Gradara, che interviene e annuncia che tra breve cominceranno i lavori: «La Sacra Conversazione, attribuita a Luca, ma forse portata a termine da Andrea della Robbia, realizzata per la chiesa di Santa Sofia, rappresenta la Madonna e il Bambino con i santi Maria Maddalena, Girolamo, Caterina d’Alessandria e Ludovico di Tolosa. Alta oltre due metri, necessita di un recupero accurato, che potrebbe durare un intero anno». Una rinascita, per un distretto custode da sempre dell’arte rinascimentale.


Da ieri, la Lunetta di San Domenico torna a illuminare la Sala della Jole di Palazzo Ducale, il benvenuto ideale per una visita. Pur circondata ancora da un trabattello e dagli strumenti della restauratrice, colpisce chi entra l’impatto del bianco perlaceo e dell’azzurro di lapislazzulo dello sfondo. Commenta Luigi Gallo: «Mi sembra significativo che, nell’Anno Federiciano, sia il restauro di quest’opera ad aprire idealmente le celebrazioni». Poi, precisa il valore simbolico: «È da considerarsi la prima commissione di un’opera d’arte per Urbino, da parte di Federico da Montefeltro. Fu lui a pagare l’opera a Luca della Robbia, nel 1450, segnando l’alba del Rinascimento urbinate».

© RIPRODUZIONE RISERVATA