De Carlo, dal cemento al digitale: la Fondazione Ca’ Romanino di Urbino si aggiudica il bando del ministero della Cultura

De Carlo, dal cemento al digitale: la Fondazione Ca’ Romanino di Urbino si aggiudica il bando del ministero della Cultura
De Carlo, dal cemento al digitale: la Fondazione Ca’ Romanino di Urbino si aggiudica il bando del ministero della Cultura
di Beatrice Giannotti
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Venerdì 23 Febbraio 2024, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 11:50

URBINO - Si chiama “Dal cemento al digitale” ed è il progetto che permetterà, entro aprile 2025, di dematerializzare e promuovere Ca’ Romanino e il patrimonio progettato da Giancarlo De Carlo grazie ad un finanziamento del Ministero della Cultura. «La Fondazione Ca’ Romanino, che dal 2013 vuole valorizzare la casa e le attività di De Carlo, ha vinto il bando Tocc del ministero della Cultura e gestito da Invitalia nell’ambito del Pnrr – spiega il presidente Gianluca Annibali –. Obiettivo del bando, quello di selezionare i migliori progetti di transizione digitale proposti dagli enti culturali in vari settori e la Fondazione è risultata tra le poche selezionate (solo un’altra nelle Marche) nel settore architettura e design.

È un'opportunità concreta per la nostra realtà per mettere a sistema tutto il lavoro fatto negli ultimi anni e mettere, finalmente, a disposizione di tutti, il proprio patrimonio, andando oltre la casa, oltre la città.

Come voleva De Carlo quando progettava i suoi spazi, per un incontro e condivisione». Il progetto ha un valore complessivo di 53.730 euro di cui poco più di 37mila euro saranno finanziati dallo stesso fondo. «Il progetto è uno strumento di impatto culturale sul territorio di Urbino e non solo, grazie ala valorizzazione del patrimonio costruito e progettato dall’architetto De Carlo durante i 50 anni di lavoro su Urbino», continua Annibali.

Il lavoro originale

Le attività pensate sono messe in relazione dalla digitalizzazione «che non sarà un semplice mettere a sistema informazioni– sottolinea Francesca Gasparotto, curatrice delle attività per il bando –, ma grazie alla collaborazione con diverse realtà, faremo in modo sia un lavoro digitale originale e alternativo. Non una semplice catalogazione, ma qualcosa che renda l’idea di quella che è Ca’ Romanino, visitandola». L’obiettivo è chiaro: diffondere il sapere intorno al lavoro di De Carlo a Urbino. Questo sarà fatto con un duplice lavoro: da un lato la digitalizzazione che riguarderà l’attività di ricerca, che diventerà così condivisa. Dall’altro lato, seguendo la funzione della Fondazione, si proteggerà e valorizzerà il patrimonio custodito all’interno dell’abitazione Ca’ Romanino. «Sarà realizzata la piattaforma “Atlante De Carlo” che permetterà uno scambio continuo con tutti gli attori interessati, stimolando incontri e dibattito sia online che offline per una ricerca continua e attenta su De Carlo – specifica Gasparotto –. Il secondo lavoro di digitalizzazione riguarderà la creazione di un catalogo digitale degli oggetti di arredo, degli elementi decorativi e dei testi, dei vinili, dei disegni, di tutto ciò che si trova nella casa con l’aiuto della strat-up Arturo srl».

Il coinvolgimento

Nel progetto sono coinvolte numerose realtà che hanno avuto nel tempo un “contatto” con De Carlo: dall’Università al comune di Urbino, dall’Isia all’Erdis, che gestisce i collegi. «Si tratta di obiettivi ambiziosi – concludono Annibali e Gasparotto –, ma l’entusiasmo della Fondazione Ca’ Romanino e di tutti i partner è tanta».

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