Da Milla Jovovich ad Anastasia Kuzmina: il terrore delle star per i parenti in Ucraina: «Preferiscono morire che arrendersi»

Da Mila Jovovich ad Anastasia Kuzmina: la preoccupazione delle star per i parenti in Ucraina: «Preferiscono morire che arrendersi»
Da Mila Jovovich ad Anastasia Kuzmina: la preoccupazione delle star per i parenti in Ucraina: «Preferiscono morire che arrendersi»
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Mercoledì 9 Marzo 2022, 13:57

Un grido di dolore lanciato da chi ha trovato la fortuna altrove ma ha origini ucraine. Da Milla JovovichAnna Safroncik, da Anastasia KuzminaMila Kunis passando anche per Natalia Titova. Tutte si schierano a favore della pace. E se c'è chi è fuggito dall'Ucraina assieme a tutta la famiglia, tra le star c'è chi invece ha i parenti ancora lì. Lì dove la terra viene bombardara, i diritti violati e la gente uccisa. La guerra continua e il terrore cresce.

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Ucraina, Anna Safroncik riabbraccia il padre tornato da Kiev

Sono stati giorni difficili per Anna Safroncik, che finalmente è riuscita però a riabbracciare il padre che viveva a Kiev. Ha raccontato tutto nelle sue storie Instagram Anna, quei giorni di terrore in cui non riusciva ad avere neanche notizie certe di come stesse il padre. Poi la fuga e l'arrivo in italia e per l'attrice il sospiro di sollievo è stato tirato.  «Quando parlavamo su Skype il suo computer tremava per le bombe, ma mio padre non voleva lasciare Kiev. Mi ripeteva sempre: "Posso almeno decidere io dove morire?"». Anna Safroncik, attrice ucraina naturalizzata italiana, alla fine ha convinto il padre Ievgen, 73 anni, a raggiungerla a Roma, dove lei vive da 15 anni: «Il nostro abbraccio è stato lunghissimo, continuavamo a piangere. Il suo viaggio è stato terribile ed è durato 4 giorni». Ora seguono gli sviluppi con terrore dal divano di casa Anna e il padre.

La storia di Anastasia Kuzmina

Destino diverso per i parenti della professionista di Ballando con le Stelle Anastasia Kuzmina. Lei in ucraina ha i nonni, la sua città è stata bombardata e la ballerina ha condiviso video di amici e parenti che mostrano uno scenario inquietante. nessuno però degli ucraini se ne vuole andare perché quello è il loro paese. «Quando mi chiedete perché non provo a portare via i miei nonni attraverso i corridoi umanitari vi rispondo che non mi fido. I genitori di Kirill e ora a soli 18 mesi di vita lui non c'è più». Non ci si fida dei corridoi umanitari. Le problematiche sono tante. In primis i maschi under 60 non possono lasciare l'Ucraina, sono costretti ad arruolarsi. Poi scappa chi se lo può permettere: i biglietti non sono gratis e non tutti hanno i soldi, perché i bancomat danno solo 100 euro. E inoltre c'è il patriottismo di chi non vuole lasciare la propria terra, nonostante sia in pericolo di vita: molti preferiscono rimanere e aspettare lì il proprio destino.

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«Dovete capire quanto è difficile anche convincere un anziano a lasciare la propria terra, a maggior ragione in tempi di guerra. Non avete idea di quanto ci abbiamo provato. Loro rispondono che vogliono morire a Kyiv». Un patriottismo d'altri tempi quello che sta contraddistinguendo gli ucraini. «Dico anche che ritengo ridicoli i corridoi umanitari aperti verso la Russia. Se tutti querlli che sono riusciti a scappare sono andati verso l'Europa un motivo ci sarà. Non vogliamo essere russi vogliamo essere ucraini. Vogliamo essere ucraini e in quanto tali europei».

I follower seguono Anastasia constantemente ormai e le domande che le fanno sono tantissime. «Un'altra cosa che mi dite è che l'Ucraina dovrebbe arrendersi. Col ca**o scusate il francese. Siamo stati oppressi per troppo tempo, ora vogliamo essere liberi di essere ucraini. E se ci dovessimo arrendere daremo a loro l'idea che possono prendere tutte le terre che vogliono anche quelle che non gli appartengono». Il pensiero vola ai nonni e ai connazionali. 

«I miei nonni sono vivi per ora. Mio nonno ha 80 anni e fa il volontario in ospedale». Poi un aggiornamento su come vivono questi momenti lì, in ucraina: «Sono estremamente vicini a Kyiv in questo momento. Stanno bombardando dal cielo, i nostri hanno sconfitto parecchi razzi/aerei in queste ore. prego che non prendano un palazzo con dentro civili».

L'appello di Milla Jovovich

Milla Jovovich anche è Ucraina ed è sicuramente tra le attrici più conosciute nel mondo. Nata a Kiev, ha lasciato la capitale dell’Ucraina a soli 5 anni trasferendosi negli Stati Uniti con la sua famiglia. Negli USA ha costruito la sua fortuna di modella e di attrice, diventando una stella di Hollywood. 
«Ho il cuore spezzato e sbalordito mentre cerco di elaborare gli eventi di questa settimana nella mia città natale, l'Ucraina. Il mio paese e la gente vengono bombardati. Amici e parenti nascosti. Il mio sangue e le mie radici provengono sia dalla Russia che dall'Ucraina. Sono diviso in due mentre osservo l'orrore svolgersi, il paese distrutto, le famiglie sfollate, tutta la loro vita che giace in frammenti carbonizzati intorno a loro. Ricordo la guerra nella patria di mio padre, l'ex Jugoslavia, e le storie che la mia famiglia racconta del trauma e del terrore che hanno vissuto. Guerra. Sempre guerra. Leader che non possono portare la pace. Il colosso infinito dell'imperialismo. E sempre, il popolo paga con sangue e lacrime». Con questo post Mila si sente vicina al suo popolo. 

Mila Kunis e il marito Ashton Kutcher aprono la raccolta fondi

Era stata additata come una delle poche star di origine ucraine che non aveva ancora detto nulla sull’attacco russo al suo Paese. Ora Mila Kunis scende in campo. E lo fa in maniera concreta. L’attrice assieme al marito Ashton Kutcher hanno lanciato una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe per fornire aiuti umanitari e sostegno ai rifugiati. «Sono nata a Chernivtsi, in Ucraina, nel 1983. Sono venuta in America nel 1991, mi sono sempre considerata un’americana, un’orgogliosa americana. Amo tutto ciò che questo Paese ha fatto per me e la mia famiglia. Ma oggi non sono mai stata così orgogliosa di essere ucraina». Inizia così il video post social con il quale l’attrice annuncia l’iniziativa per aiutare il suo Paese d’origine. «Gli eventi che si stanno svolgendo in Ucraina sono devastanti. Non c’è posto in questo mondo per questo tipo di ingiusto attacco all’umanità» denuncia sui social. E spiega come e perché ha lanciato una raccolta fondi, chiedendo l’aiuto di tutti.

Anche Natalia Titova è preoccupata

È apparsa commossa Natalia Titova, ballerina russa nota al pubblico italiano che da Serena Bortone ha danzato sulle note di "Imagine" e per la pace in Ucraina. Terminata l'esibizione, l'artista non è riuscita a trattenere le lacrime e ha raccontato di essere molto preoccupata per quello che sta succedendo, per le persone colpite e anche per la sua famiglia. «Scusate, io sono di Mosca e la mia mamma è lì. Come non racconto le mie cose, anche lei non lo fa, ma ho scoperto qualche giorno fa da mio zio che mio papà ha avuto un infarto... In questa situazione giustamente qualsiasi cosa succeda sono tanti pensieri per le famiglie. Ho visto immagini di quando evacuavano, di bambini messi sui pullman dai genitori che non trovavano posto. Pensare che può succedere a me di lasciare mia figlia», sono le parole che Natalia ha pronunciato dopo aver ballato. «Vivo male. Riesco a sentire mia mamma, non riesco ad andare e ci sono tante persone che stanno molto peggio di me. Se succede qualcosa non posso andare da loro», ha concluso.

Sono momenti difficili per chi ha la famiglia lontana, per chi ha qualcuno in guerra o anche in Russia, dove tutto è precipitato. 

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