Tiziano rivive con il digitale, Conclusa l’operazione di riproduzione in altissima definizione della Pala Gozzi di Ancona

Giovedì 30 Settembre 2021 di Lucilla Niccolini
La firma di Tiziano in digitale

ANCONA - Tiziano non poteva sapere che cinque secoli dopo la firma apposta a un suo capolavoro, la Pala Gozzi, i posteri avrebbero potuto “entrare” nel dipinto, e osservarlo nel dettaglio come aveva fatto lui nel realizzarlo. Succede, grazie al lavoro di digitalizzazione del Distori Heritage, un gruppo di ricerca interdipartimentale della Politecnica Marche, e alla collaborazione tra il Comune di Ancona e l’ateneo dorico. I risultati sono stati presentati ieri alla Mole dall’assessore alla Cultura Paolo Marasca, dal consulente della Pinacoteca Podesti Stefano Zuffi, dal rettore di Univpm Gian Luca Gregori e dal direttore del Distori, professor Paolo Clini.

 

La riproduzione
Attorno a quella che, dopo l’esposizione dell’opera di Tiziano a Palazzo Marino, i milanesi chiamano “Pala d’Ancona”, è stata svolta una complessa operazione di riproduzione, che permetterà a studiosi e appassionati d’arte di immergersi nell’opera anche da remoto, in altissima definizione. E magari si rafforzerà in loro la voglia di venire ad ammirarla di persona ad Ancona. «Anche questo è un modo, consentito dalla tecnologia, di innamorarsi dell’arte. E di tutelarla meglio».

L’assessore Marasca ha commentato così l’eccellente risultato di questa collaborazione con i ricercatori della Politecnica, prima di dare la parola al rettore, professor Gregori, che ha definito questa operazione «Una buona pratica di marketing territoriale». «L’approccio multidisciplinare di questa operazione - ha continuato - nasce dalla vocazione della nostra università, che ha recentemente aperto un corso di laurea in Digital Science».

E con orgoglio, Gian Luca Gregori ha poi annunciato che è aperto il bando della Politecnica per 16 nuovi posti da ricercatore, oltre a quelli previsti dal piano triennale, e altre 36 borse di dottorato. Di tanti giovani appassionati, forniti di solida preparazione, ha davvero bisogno il laboratorio di Distori Heritage, impegnato a svolgere numerose operazioni di digitalizzazione, analoghe a quella della Pala Gozzi, commissionate da istituzioni pubbliche e private, italiane e internazionali.

Il direttore Paolo Clini: «Siamo partner di grandi musei per progetti europei, e continuiamo a ricevere richieste. Collaboriamo anche con Regione Marche e Mic per la definizione degli standard di digitalizzazione dell’arte». È davvero importante che l’operazione di riproduzione di un capolavoro sia condotta secondo protocolli affidabili. «Durante la pandemia, si è assistito al proliferare in rete – osservava ieri il docente di Rilievo e storia dell’Architettura – di immagini digitali sommarie e poco fedeli. Invece una copia perfetta, come quelle che qui otteniamo, è lo strumento più idoneo per diffondere l’arte e comunicarne i valori, oltre che per una fruizione a distanza, “democratica”, dei musei».


La nuova visione
Clini ha quindi mostrato sullo schermo i risultati della digitalizzazione, anche in 3D, grazie alla fotogrammetria, che permette un’osservazione dettagliata, e tanto più emozionante, di ogni particolare all’apparenza secondario. «Una visione bidimensionale, tridimensionale e a luce radente, con immagini da 4mila per 6mila pixel da 0,03mm, fa apprezzare, oltre alla bellezza dell’opera, la tecnica di pittura usata da Tiziano, la sua pennellata sapiente.

E i suoi disegni tracciati sul retro delle tavole che compongono la Pala». Inoltre sarà presto disponibile una app per permettere a tutti di comporre e scomporre il dipinto sullo smartphone. «Questa ricerca è il modo migliore – ha concluso Stefano Zuffi – per celebrare il mezzo millennio di vita della Pala d’Ancona». 

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