Serena Bortone: «Amo il calore del pubblico, resterò un soldato della Rai»

Intervista alla conduttrice di “Oggi è un altro giorno”

Serena Bortone: «Amo il calore del pubblico, resterò un soldato della Rai»
Serena Bortone: «Amo il calore del pubblico, resterò un soldato della Rai»
di Marco Castoro
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Lunedì 20 Marzo 2023, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 08:01

Serena Bortone è arrivata al successo con fatica e merito. Un crescendo rossiniano negli ascolti del primo pomeriggio di Rai1 con “Oggi è un altro giorno” e ora la prima serata nel ruolo di investigatore ne “Il Cantante Mascherato” di Milly Carlucci.


Che effetto fa essere diventata un volto popolare di Rai1?
«Il senso di colpa di non riuscire a rispondere a tutti quelli che mi scrivono e la gioia di poter regalare un sorriso a chi mi ferma per strada. Il calore e l’affetto che mi viene riservato è un dono grande che spero sempre di riuscire a meritare».


Il momento più bello di “Oggi è un altro giorno”?
«L’incontro con alcuni dei miei miti personali: la vedova di Saramago, Steve McCurry, la figlia di Politkovskaja, la figlia di Paul Newman… l’intervista al dissidente russo Khodorkosky e alle tante attiviste iraniane che abbiamo ospitato e che mi hanno davvero emozionata per il loro coraggio.

Ma anche l’intervista a Gazebo: la sua canzone “I Like Chopin” era una delle mie preferite in adolescenza».


Quanto le piacciono le sorprese in diretta, tipo quella di Paola Quattrini su Celentano?
«Qualcuno diceva che è bello sapere, ma indovinare è più divertente. Per carattere tendo ad annoiarmi, quindi accolgo con gioia qualsiasi sorpresa. Le interviste hanno sempre qualcosa di magico: sai da dove parti ma non puoi mai sapere cosa potrà accadere, dove ti porterà il racconto. Un po’ come la vita».


Qual è l’ospite che vorrebbe avere e che finora non è riuscito a convincere?
«Tutti quelli che non sono ancora venuti! Anche se devo dire che in più di 500 puntate abbiamo ospitato volti provenienti da tutti i mondi. Anche chi, magari due anni fa, aveva dubbi è poi tornato con piacere: il pregiudizio non è mai un buon consigliere».


Le piacerebbe condurre un talk serale?
«Sono affezionata a questa fascia perché mi consente di fare un programma orgogliosamente popolare. E in generale nella vita non sono abituata a ragionare su quello che mi piacerebbe fare. Non perdo tempo con le ipotesi, mi sembra uno spreco di energie».


In caso di un’offerta Mediaset lascerebbe la Rai?
«Sono nata nel servizio pubblico, sono una dipendente della Rai e credo morirò - televisivamente, s’intende - nel servizio pubblico. Avere come datori di lavoro i cittadini è un onore e una responsabilità. Io sono essenzialmente una persona libera».


Non ha paura che all’improvviso i vertici Rai le possano dire: Oggi è un altro giorno per lei, cambiamo il conduttore?
«E perché dovrebbero? Io sono sempre stata un soldato dell’azienda. Non me ne sono mai pentita, ma nemmeno la Rai si è mai pentita di quello che mi ha affidato».


E ora arriva il Cantante Mascherato...
«Per me un’esperienza del tutto nuova: sono molto incuriosita e ringrazio Milly per avermelo proposto. La maschera è da sempre una grande metafora delle finzioni a cui è costretto l’individuo, ma anche un sinonimo di divertimento. Io dico sempre: non è mai troppo tardi per un’infanzia felice».

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