“Miracoli metropolitani” di Carrozzeria Orfeo alle Muse di Ancona, la profezia della natura alterata

Giovedì 20 Maggio 2021 di Lucilla Niccolini
"Miracoli metropolitani" di Carrozzeria Orfeo di scena alle Muse di Ancona

ANCONA - Con la sensibilità profetica dei migliori drammaturghi, Gabriele Di Luca ha ideato e scritto, prima ancora della pandemia, il testo di “Miracoli metropolitani”, con cui la compagnia Carrozzeria Orfeo torna alle Muse di Ancona (da stasera al 27 maggio, alle 19; domenica doppio spettacolo, alle 15 e alle 19). Quasi una profezia, la storia che vede protagonisti otto personaggi, che gravitano attorno a una claustrofobica rimessa, adattata a cucina per cibi da asporto, riservati a intolleranti alimentari.

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L’emergenza
Da fuori incombe la minaccia di una guerra civile, assieme all’emergenza di fogne sature che stanno per esplodere. C’è chi, come l’improbabile chef che ha riciclato la sua arte in un’attività ripetitiva e frustrante, preferisce restare recluso, delegando alla moglie, un’arrampicatrice senza scrupoli, le incombenze delle pubbliche relazioni. E c’è chi invece è condannato al pendolarismo fra dentro e fuori, come l’immigrato/laureato rider. Le relazioni che la coppia intrattiene con lui, con la cuoca e con il figlio, disadattato e perdigiorno, subiscono un cortocircuito, quando nella cucina irrompe un aspirante suicida. Fa da detonatore della loro instabilità conflittuale, dell’autoreclusione che induce alla fuga in internet, alimentata dalle notizie dall’esterno, dalla percezione dei disastri causati dall’impreparazione di scuola e istituzioni.

La drammaticità della situazione, all’apparenza metabolizzata dai personaggi in una routine snervante, come per tutti i lavori di Carrozzeria Orfeo, scatena nel pubblico un’ilarità allarmata. «La comicità – osserva Gabriele Di Luca, oltre che autore, regista della spettacolo con Massimiliano Setti – è inevitabile, quando cerchi di gettare luce sulla realtà, mostrandone i lati grotteschi: nasce dalla consapevolezza, e la risata ha la funzione di esorcizzare collettivamente la paura che ognuno di noi, a modo suo, assomigli un poco ai personaggi in scena, incapaci di reggere l’imprevedibilità della vita. Che la nostra fragilità, la nostra rabbia possano essere comparate alle loro. Infine, che la situazione che tutti stiamo vivendo possa essere letta come una tragicommedia».


Un teatro “politico”, quello di Carrozzeria Orfeo, che ha conquistato negli anni successi indiscussi con la trilogia “Thanks for Vaselina”, “Animali da bar” e “Cous Cous Klan”. «Tanto più politica è questa pièce, co-prodotta da Marche Teatro, che mette in scena l’inadeguatezza della politica a reggere le sfide che ci impone la natura da noi stessi alterata».

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