Umberto Orsini e Franco Branciaroli con la regia di Pier Luigi Pizzi, un tris d'assi per “Pour un oui ou pour un non”

Mercoledì 24 Novembre 2021 di Elisabetta Marsigli
Umberto Orsini, Pier Luigi Pizzi e Franco Branciaroli

FANO - Un “tris d'assi" a confronto con un testo che mette al centro della scena la forza delle parole in una ragnatela di incomparabile abilità: ad inaugurare il cartellone di Fanoteatro sarà, il 26, 27 e 28 novembre, il debutto in prima nazionale de “Pour un oui ou pour un non” di Nathalie Sarraute, con Umberto Orsini e Franco Branciaroli, regia, scene e costumi di Pier Luigi Pizzi, produzione Compagnia Orsini e Teatro de Gli Incamminati, in allestimento al Teatro della Fortuna di Fano dal 7 novembre scorso.

 

Quasi un “sogno nel cassetto” del noto regista, che attendeva il giusto tempo e i giusti interpreti per realizzarlo: «Vidi in scena questo testo a Parigi, nel 1982 e mi piacque subito. - racconta Pizzi - Lo segnalai a Orsini che si interessò immediatamente per poterlo rappresentare in Italia e ne feci anche una traduzione. Da allora, ogni tanto ne parlavamo, ma solo ora è giunto il suo momento, anche cogliendone una diversa prospettiva. I protagonisti originali dovrebbero avere poco meno di 50 anni: qui la chiave di lettura è diversa perché ne hanno più di 70. Quel malinteso tra due persone di mezza età, diventa molto più interessante interpretato da due che la mezza età l’hanno passata. Dà un senso molto diverso a questo duello di parole, acquistando molta forza». 


Il pregio
«Avevo letto questo testo con molto interesse, ma era molto difficile da piazzare nel mercato di allora. - commenta Orsini - È una commedia molto sofisticata e trovo che questo sia il momento opportuno, perché, soprattutto dopo la pandemia, offre al pubblico un prodotto che bisogna scegliere di andare a vedere. Un spettacolo insolito nell’omertà teatrale che c’è quest’anno, fatto da tre persone non giovanissime, che secondo me è un valore. Noi siamo dei “dinosauri” che presentano qualcosa che nessuno ha mai osato fare finora ed è questo il pregio di questo progetto».

La commedia della Sarraute, narra di due amici che si ritrovano dopo un non motivato distacco e si interrogano sulle ragioni della loro separazione, forse scoprendo, finalmente, le ambiguità nascoste. Un testo ermetico, che miscela alta poesia e riferimenti al teatro dell’assurdo: silenzi che pesano quanto le parole, in una magica alchimia tra due personalità che si misurano con due “mostri sacri” della scena teatrale.

«Forse all’inizio ti metti a cercare un significato plausibile a questo testo, ma è molto più profondo ciò che rappresentano i due personaggi. - aggiunge Branciaroli - È come se ti trovassi in spiaggia alle 5 del mattino, quando il mare trascolora dalla notte al giorno. È un’ora particolare in cui il mare si rivela: diventa “inaudito” che non significa straordinario. Ecco, questo testo tratta dell’inaudito delle cose e ognuno dei due protagonisti vuole attrarre l’altro nel suo mondo».

“Pour un oui ou pour un non” è titolo che si potrebbe semplicemente tradurre con “Per un si o per un no”, ma in realtà significa molto di più e nella nostra lingua ha solo un’apparente valenza speculare. È quel “nonnulla” che può cambiare tutto, che provoca lacerazioni profonde e ferite insanabili, che vive di “intonazioni” che possono essere variamente interpretate a seconda della disposizione d’animo di chi ascolta. 

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