Il bagno, un covo di incontri. “Pandora” del Teatro dei Gordi chiude domani allo Sperimentale di Pesaro TeatrOltre

Un frammento di Pandora nella foto di Noemi Ardesi diffusa dall'Ufficio Stampa
Un frammento di Pandora nella foto di Noemi Ardesi diffusa dall'Ufficio Stampa
di Elisabetta Marsigli
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Giovedì 9 Giugno 2022, 20:02

PESARO - In uno straordinario equilibrio tra comicità e tragedia si chiude il lungo cartellone di TeatrOltre, la rassegna multidisciplinare itinerante nei teatri della provincia di Pesaro e Urbino. Domani, venerdì 10 giugno, l’ultima tappa è al teatro Sperimentale di Pesaro con il surreale, e al tempo stesso realistico, “Pandora”, del Teatro dei Gordi. Con Pandora, i Gordi proseguono la loro indagine su una forma teatrale che si affida al gesto, ai corpi con e senza maschere, a una parola-suono scarna ed essenziale che supera le barriere linguistiche.

 
Il passaggio e l’attesa
Un bagno in fondo a un corridoio o sotto la piazza di una città. Può essere il bagno di un aeroporto, di un club o di una stazione di servizio. Lo attraversa un’umanità variegata e transitoria. È un luogo di passaggio, d’attesa, d’incontro tra sconosciuti, un camerino improvvisato dove fare scongiuri, nascondersi, sfogarsi. È un covo per i demoni, un’anticamera, una soglia prima di un congedo o un battesimo del fuoco. Non è un luogo più vero rispetto al fuori, è solo un altro aspetto dell’esserci; se fuori ci si deve attenere alle norme sociali, ad una prassi, al gioco, dentro si dismette qualcosa; è uno spazio amorale, di sospensione, anche di grossa violenza e nudità, un luogo comune dell’interiorità dove ampliare lo spettro dell’azione quotidiana oltre i limiti e le censure. Il bagno pubblico è per eccellenza il luogo dove, per questioni culturali e di igiene, la presenza fisica dell’altro, la vicinanza, si avvertono in modo più problematico.


È un’immagine atemporale che può parlarci, oggi, senza fare attualità, che non scade coi decreti, che può rappresentare una situazione di riconoscibile, naturale diffidenza, di paura dell’altro, paura di sentirsi di troppo o addirittura una minaccia, del sentirsi corpo e basta, appiattiti al mero bisogno, al mantenimento e alla difesa di una vera o presunta integrità. Filo conduttore del percorso dei Gordi ad oggi è la ricerca di un linguaggio fatto di movimento, partiture di gesti concreti, oggetti, vestiti, maschere e musica.


Nel lavoro di scena ricercano sinestesie e un teatro poetico capace di emozionare e produrre immagini vive. Pandora completa un’ideale “trilogia della soglia”: in Sulla morte senza esagerare la soglia è lo spazio tra l’aldiquà e l’aldilà, in Visite tra il presente e il passato; in Pandora la soglia è il corpo, che, con la sua straziante fragilità, separa e congiunge noi e il mondo. Ideazione e regia sono di Riccardo Pippa, in scena: Claudia Caldarano, Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Matteo Vitanza. 

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