Amore tra app e solitudini, “Beginning” in scena venerdì alla nuova Fenice di Osimo e sabato al Cicconi di Sant’Elpidio

Amore tra app e solitudini, Beginning in scena venerdì alla nuova Fenice di Osimo e sabato al Cicconi di Sant Elpidio
Amore tra app e solitudini, “Beginning” in scena venerdì alla nuova Fenice di Osimo e sabato al Cicconi di Sant’Elpidio
di Saverio Spadavecchia
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 23 Novembre 2022, 06:00

L’amore ai tempi dei social network e delle app per incontri non cambia le complesse dinamiche tra persone che cercano di trovare l’anima gemella. Questo il cuore di “Beginning”, lo spettacolo che debutterà venerdì 25 novembre al teatro “La nuova Fenice” di Osimo al termine di una residenza di riallestimento prima di spostarsi il giorno successivo (sabato 26 novembre) al “Cicconi” di Sant’Elpidio a Mare.


I due protagonisti


Protagonisti di questa opera scritta di David Eldrige (regia dello spettacolo a cura di Simone Toni) Giovanni Scifoni e Francesca Inaudi, che porteranno in scena le vicende di Laura, amministratore delegato di 38 anni, e di Danny, manager di 42 anni. Laura sembra più sicura, sessualmente e professionalmente. Danny è quello nervoso che, anche se chiaramente desidera Laura, resiste alle sue avances attraverso una serie di tattiche di evasione, incluso il mettere scrupolosamente gli avanzi della festa nei sacchi della spazzatura. Lo spettacolo mostra questi due sconosciuti alla disperata ricerca di un terreno comune, e lo spettacolo scritto da Eldridge, contrariamente a tutti i miti dell’era tecnologica e al fascino seducente della pubblicità, mostra che la solitudine è ancora pervasiva. 


Gli interrogativi


Come ci si incontra e come ci si innamora, ma soprattutto perché? «La prerogativa di questo spettacolo è il realismo, anzi quasi l’iperrealismo – spiega Giovanni Scifoni – un tipo di teatro dove le cose avvengono in maniera reale, senza nessun ammiccamento o effetto. In “Beginning” c’è la pura e cruda realtà, così come avviene in amore perché in questo spettacolo di poetico c’è la realtà dell’innamoramento». Dello stesso parere anche Francesca Inaudi, che commenta così. «La risposta all’enigma del “Come ci si innamora” è alla fine dello spettacolo, alla fine del viaggio che facciamo e che faremo di fronte al pubblico». Una scena unica, 90 minuti circa di spettacolo e solo due protagonisti che cercheranno di trovare una strada comune, una serie di punti di contatto per iniziare a sconfiggere paure e costruire un qualcosa di più concreto per due quarantenni che cercano risposte, perché amore e solitudine fanno sempre paura.

«Amore e morte hanno a che fare con morte – prosegue Scifoni – perché ci immaginiamo la morte come luogo di solitudine, e questo vale anche quando perdiamo una persona cara. L’amore fa paura perché ci fa regalare la propria vita ad una persona, e questo può far paura perché si può morire di questo». «L’amore però sa sorprenderci – conclude Francesca Inaudi – perché spiazza e perché riesce a scombinare tutto quello che avevamo programmato. Siamo senza dubbio animali fragili, e questo viene fuori dallo spettacolo, ma l’incontro di due anime fragile così come accade durante lo spettacolo può regalare forza». Entrambi gli spettacoli a partire dalle ore 21.15.

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