Tullio Solenghi alle Muse con Massimo Lopez: «La passione è la stessa con cui abbiamo costruito la nostra carriera»

Venerdì 7 Gennaio 2022 di Chiara Morini
Tullio Solenghi e Massimo LOpez nella fortunata imitazione dei due Papi

ANCONA - Fa questo mestiere da oltre cinquant’anni. Tullio Solenghi sarà con Massimo Lopez sabato 15 gennaio, alle 21, sul palco delle Muse di Ancona con il “Massimo Lopez e Tullio Solenghi show”, organizzato da Alhena Entertainment.


Tullio Solenghi, come nasce lo spettacolo?
«Eravamo a Tale e quale show, nel 2016, e con le imitazioni di Dean Martin e Frank Sinatra vincemmo la puntata. Lo spettacolo nasce sull’onda di quella performance e ci dissero che sarebbe stato bello vedere qualcosa del genere anche sul palcoscenico».

 
Il pubblico vi segue sempre con passione…
«Per un teatrante il sold out è la panacea di tutti i mali. Il fatto che dopo circa 220 repliche il seguito non cala, dipende dal nostro marchio di fabbrica, forgiato quando eravamo il Trio. Prendiamo la parodia dei Promessi Sposi: quando l’abbiamo fatta, abbiamo portato tutti e tre le nostre professionalità e comicità. Ma non pensavamo diventasse un cult. Ora noi saliamo sul palco e in platea non c’è un semplice pubblico, chiunque ha uno o più aneddoti legati a noi. È come se lo spettatore incontrasse dei familiari».


Vale anche per voi?
«Sì, è il quid in più. Quando noi andiamo in scena, abbiamo 145 anni in due. Se 50 anni fa mi avessero detto che oggi avrei fatto solo sold out, avrei risposto: “Dove devo firmare?”».


Quali sketch vi danno più soddisfazione?
«Sono tre i punti centrali dello spettacolo: il dialogo tra Papa Ratzinger (io) e Papa Bergoglio (Massimo), Giampiero Mughini (io) e Maurizio Costanzo (Massimo), e il momento del ricordo di Anna Marchesini».


Come la ricorderete?
«Non svelo molto, ma abbiamo voluto ricordarla in modo originale, con un velo di poesia».


Quanto di questi 2 anni ci sarà nello spettacolo?
«In realtà nulla, perché sono cose che lasciamo all’immediatezza. L’attualità si evolve così velocemente che l’affrontiamo solo in tv da Fabio Fazio. Chiaramente c’è il momento storico su cui è costruito lo spettacolo».


Quanto è importante ridere per gli spettatori?
«Tanto! Poi in questo periodo in cui si parla di potenziare le difese immunitarie, è importante: la risata aiuta la produzione di endorfine».


Voi vi divertite?
«Tantissimo! Ogni volta, dopo 220 repliche, ancora abbiamo passione, la stessa con cui abbiamo costruito la nostra carriera».


Se vi divertite voi quanto si diverte il pubblico?
«Assolutamente, tanto: se ci divertiamo noi, il pubblico ride sicuramente».


Un ricordo della sua carriera nel Trio e uno come solo?
«Da solo ricordo che raggiungere la compagnia di Alberto Lionello, con cui ho iniziato, è stato realizzare un sogno, cosa che ho fatto anche con il Trio, da solo, in Duo. Nel Trio c’era tutta la leggerezza di affrontare il mestiere con serietà. Eravamo tre professionisti che curavamo anche il minimo dettaglio, e con la nostra comicità il divertimento era assicurato per tutti».


Un saluto al pubblico anconetano?
«I teatri sono tra i luoghi più sicuri per cui non posso che dire “abbiate coraggio e venite a vederci”».

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