"Teatri senza frontiere" da Fermo al Kenya, sabato partono i volontari che portano gli spettacoli nelle aree più disagiate

"Teatri senza frontiere" da Fermo al Kenya, sabato partono i volontari che portano gli spettacoli nelle aree più disagiate
"Teatri senza frontiere" da Fermo al Kenya, sabato partono i volontari che portano gli spettacoli nelle aree più disagiate
di Chiara Morini
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 06:05

Un viaggio in Kenya, da sabato 17 settembre al 2 ottobre, con sei compagnie di tutta Italia, a portare il teatro tra gli ultimi: è questo il progetto “Teatri senza frontiere”, che conclude l’edizione 2022 di Marameo. Per le Marche ci sarà Proscenio Teatro di Fermo, con Marco Renzi e Ruggero Ratti.

 
Il progetto
L’edizione 2022 è la numero 13, e nel corso degli anni ha portato gli operatori del teatro tra tanti ultimi della terra. «Lo potremmo definire volontariato teatrale – commenta Renzi – finora siamo stati in America Latina, in Europa (Albania, Bosnia, Kosovo), e anche in Italia. Nel nostro paese siamo stati a Castel Volturno, nel 2020, dove vive una numerosa comunità africana. Siamo già stati in Kenya, a Nairobi, nel 2017». Lo scopo del progetto, non è per nulla cambiato nel corso degli anni: regalare momenti di socialità e di felicità a chi non ne ha. E come è nato il progetto lo spiega lo stesso Renzi.

«In origine è nato quando dirigevo il festival Teatri del Mondo – racconta – era l’anno del terremoto de L’Aquila, e abbiamo fatto uno spettacolo contemporaneamente a Porto Sant’Elpidio e proprio tra la gente abruzzese. Da lì ho pensato di unire la solidarietà all’internazionalità. Mi sono detto che un festival internazionale poteva esserlo sia ospitando compagnie che andando fuori. E da allora siamo partiti andando nelle zone più svantaggiate del mondo». È questo il senso del volontariato teatrale, come lo definisce Renzi, lavorare per donare al più ampio numero di persone la possibilità di assistere a uno spettacolo teatrale insieme ad amici e genitori.


L’edizione 2022
Quest’anno saranno a Nairobi, in collaborazione con la “Koinonia Community”, ospiti di padre Renato Kizito Sesana, padre comboniano italiano che nel corso degli anni ha realizzato scuole, centri di accoglienza e attività lavorative con le quali ha tolto dalla strada e dal degrado migliaia di ragazzi e ragazze. «Padre Renato – spiega Renzi – ci segnalerà una trentina di ragazzi e nelle 2 settimane faremo un laboratorio, che porterà il gruppo a rappresentare uno spettacolo alla fine del progetto. In più ogni giorno rappresenteremo un nostro spettacolo, tra la gente».

Di certo non è facile, ma l’entusiasmo è tanto, perché, prosegue il direttore di Proscenio, «come spesso accade ciò che riceviamo è sempre molto di più rispetto a ciò che portiamo. Siamo consapevoli che andiamo a operare in situazioni molto complesse e difficili, dove spesso mancano i beni di prima necessità, ma come ho detto siamo pronti a portare qualcosa di prezioso e importante: il teatro e la sua straordinaria capacità di unire, di comunicare, di farci sentire, fosse anche per una sola ora, parte di quella grande e unica razza e famiglia che è il genere umano». A partecipare insieme a Marco Renzi, coordinatore del progetto, e Ruggero Ratti di Proscenio Teatro di Fermo, saranno anche rappresentanti delle compagnie “Teatro Bertold Brecht di Formia”, “Granteatrino” di Bari, “Compagnia Otto Panzer” di Bari, “L’arca di Noè” di Varese, “Filodirame” di Brescia.

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