Striscia, i nuovi conduttori Friscia e Lipari: «Non castriamo l'ironia o torneremo scimmie»

Mercoledì 3 Novembre 2021
Striscia, i nuovi conduttori Friscia e Lipari: «Non castriamo l'ironia o torneremo scimmie»

Da stasera Striscia ha una nuova coppia di conduttori: Sergio Friscia e Roberto Lipari. Eccoli mentre escono dal ristorante. Che cosa avete mangiato di buono?

«Una pita greca. Noi mangiamo greco o spagnolo o bizantino. Siamo siciliani, teniamo alle nostre origini. Siamo i tipi che si portano nella valigia l’olio e la pasta al forno di casa nostra».

Bella la Sicilia. Purtroppo in questo periodo ci viene in mente l’alluvione di Catania.

Friscia: «Abbracciamo fortissimo tutta la popolazione. L’ennesima riprova che il clima è un’emergenza a cui si deve provvedere immediatamente. Per non parlare di quello che trovo in mare quando mi immergo come subacqueo. Rifiuti, pesci fuori dal loro habitat. Il pianeta ce lo sta dicendo in tutti le maniere da decenni: forza che siamo ancora in tempo».

Lipari: «I cataclismi sono due: arginare i danni e la malagestione ambientale».

Come vi siete conosciuti?

Lipari: «Siamo diventati amici sul set di Tuttapposto».

Friscia: «Anche se l’ho visto crescere. Ci siamo ritrovati sul suo film. Mi ha chiesto lui se volessi partecipare. Ci siamo divertiti come non mai. Affrontiamo la conduzione di Striscia con lo stesso spirito».

È bello sapere che c’è chi ci mette allegria…

Friscia: «Siamo una coppia di fatto, viviamo di satira, di leggerezza. Purtroppo la pandemia invece di farci diventare più buoni ha fatto sì che la gente si sia incattivita quando invece dovremmo ringraziare Dio».

Lipari: «Per noi contano il sorriso e l’ironia» e «cercare sempre il lato positivo», aggiunge Friscia.

La satira è in difficoltà per colpa del politicamente corretto.

Friscia: «Si dà troppo peso alle cose che si dicono, senza guardare più a ironia e umorismo. Io sono cresciuto raccontando le barzellette dei carabinieri. Avrebbero dovuto arrestarmi…».

Invece sono proprio i carabinieri che ridono per primi…

Lipari: «Forse perché non le capiscono. Ahahahah!!! ».

Friscia: «Pensiamo all’uomo e alla scimmia. L’ironia è l’evoluzione. Se la castriamo torniamo scimmie».

Ironia e autoironia ingredienti fondamentali

Friscia: «Io avrei dovuto denunciare mezzo mondo per tutto quello che mi hanno detto sulla mia pancia. L’autoironia è un segno di intelligenza».

Cabaret, conduttori ma anche attori di fiction, in quale ruolo vi trovate meglio?

Friscia: «Siamo contrari a ogni forma di etichetta, purtroppo spesso non lo sono gli addetti ai lavori che pensano che essere poliedrico sia una malattia. Ci ho messo anni per far capire che potevo anche recitare un ruolo nel Capo dei Capi. Spesso il comico viene considerato un attore non in grado di spaziare tra i generi. Invece l’arte è arte».

Bello il monologo di Lipari del 23 maggio 2020 sotto l’albero di Falcone

Lipari: «Ho preso pure il premio Borsellino per la “Nota vocale contro la mafia”. Del resto quel 23 maggio io piccolino stavo in auto con mia madre a Capaci bloccato nel traffico. E Friscia: «E io abitavo nel palazzo accanto di via d’Amelio e l’attentato l’ho vissuto da vicino. Sembra quasi che qualcuno da lassù ci abbia voluto farci conoscere per lavorare insieme».

Striscia è una macchina da guerra, come vi siete preparati?

Friscia: «Diremo tante cose a braccio, così come ci vengono, soprattutto dopo aver visto i servizi. Resteremo noi stessi, uniti perché la coppia funziona, del resto se la mente meravigliosa di Ricci ha creduto in noi c’è da ben sperare. I ruoli? Noi rimbalziamo da spalla a protagonista con grande serenità. Andremo in conduzione fino all’11 dicembre, anche perché il 13 abbiamo gli arancini della festa di santa Lucia in Sicilia».

 

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