Massini, dal Tony Award al Lauro Rossi di Macerata con un concerto dedicato a Giorgio Gaber

Massini, dal Tony Award al Lauro Rossi di Macerata con un concerto dedicato a Giorgio Gaber
Massini, dal Tony Award al Lauro Rossi di Macerata con un concerto dedicato a Giorgio Gaber
di Chiara Morini
3 Minuti di Lettura
Domenica 13 Novembre 2022, 04:15

Tanti personaggi, tante storie, che Stefano Massini racconterà a Gaber nello spettacolo “Quando sarò capace di amare”, che martedì 15 e mercoledì 16 novembre (ore 21) aprirà la stagione di prosa del teatro Lauro Rossi di Macerata voluta da Comune e Amat. Massini, che a giugno ha vinto il Tony Award (Oscar del teatro) a New York, mercoledì 16, alle ore 18 incontrerà il pubblico nel foyer del teatro (info: biglietteria dei teatri 0733 230735).


Stefano Massini, i suoi sono testi che guardano alla società, anche questo su Gaber?
«Io tocco sempre queste corde e lo faccio raccontando a Gaber».

 
Perchè “a” Gaber?
«Nello spettacolo ho scelto di fare un viaggio tra i pezzi di Giorgio Gaber, per raccontare storie che sono in qualche modo figlie delle sue canzoni, che ci raggiungono e toccano le corde dell’animo umano. Io racconto queste storie a Gaber».
Come ha scelto le canzoni?
«Volutamente non ho scelto le canzoni più note di Gaber: chi lo ama non troverà brani come Shampoo. Ho voluto attingere al repertorio meno conosciuto. In una delle date di questo spettacolo mi sono trovato di fronte, in platea, un novantenne Sandro Luporini, che alla fine mi ha detto che secondo lui questo spettacolo sarebbe piaciuto a Gaber. Ecco, in quel momento, ho capito che avevo passato l’esame. Ma quando la figlia di Gaber mi ha detto che lo spettacolo era assolutamente “gaberiano”, mi si è riempito il cuore. Ho scelto le sue canzoni seguendo la sua visione, a volte dura, di uno che non le mandava a dire a nessuno, a volte “spudorato” tanto da apparire quasi comico».
Quali storie racconta?

«Io sono uno che salta sempre tra i personaggi, contesti ed epoche diversi. Così spazio dal mostro di Milwakee alle comunità contadine italiane tra gli anni ‘40 o ‘50, passo da Edison, nell’800, all’imperatore del Giappone».
Ha mai incontrato Gaber?
«Spoiler! Qua si svela una cosa dello spettacolo, io non ho mai parlato con lui direttamente, ma ho assistito, da ragazzo, in platea, ad un suo spettacolo. Cantava? Faceva un monologo? Tutto? Ecco sono rimasto toccato da quella volta, e posso dire che l’orchestra multietnica che mi accompagnerà in questo viaggio ha riscattato le sue sonorità coinvolgenti».
Che emozioni ha provato quando ha vinto i Tony Awards?
«Qualcosa di inimmaginabile e irraccontabile. Nei giorni precedenti io avevo avuto una forte laringite. Siccome tutti davano per scontato che un italiano non avrebbe vinto gli Oscar per il teatro, mi hanno detto che potevo anche non andare. Ma ero risultato finalista, cioè ero tra le nomination, e ho voluto esserci. La sorpresa, a New York, quando si è aperta la busta con il vincitore è stata una grande emozione, vincere con “Lehman”. Ero molto già conosciuto, facevo televisione e teatro, ma dopo New York è cambiato tutto. Sono rientrato in Italia e il giorno dopo ero a Milano con “Quando sarò capace di amre”. Sono molto legato a questo spettacolo su Gaber anche per questo».
Cosa dirà al pubblico?
«Ho sempre avuto un bel rapporto, racconto le storie che ti fanno guardare dentro. Poi me lo lasci dire, aprire una stagione, come farò a Macerata, è sempre bello, come lo è essere nelle Marche, anche se il periodo è molto intenso. Sto preparando il debutto dello spettacolo sull’interpretazione dei sogni di Freud, e mi ritaglierò due giorni proprio a Macerata».

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