Simone Baroni, l'ex ballerino di Amici: «Picchiato perché gay». Ecco cosa gli è accaduto

Il coreografo ed ex ballerino di 'Amici' ha denunciato l'aggressione ricevuta e sui social è stato inondato di messaggi di solidarietà e affetto. "Non sono Belen ma..."

Simone Baroni, ex ballerino di «Amici» picchiato perché gay: «Inconcepibile nel 2022»
Simone Baroni, ex ballerino di «Amici» picchiato perché gay: «Inconcepibile nel 2022»
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Venerdì 21 Gennaio 2022, 11:39

Simone Baroni, coreografo ed ex concorrente di «Amici » di Maria De Filippi, è stato vittima di un pestaggio a sfondo omofobo. Il 27enne la sera del 15 gennaio si trovava in un bar nel quartiere di San Giovanni in Laterano, a Roma, ed è stato aggredito

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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«Ho denunciato questa brutta aggressione per tutelare tutti noi e, per 'noi', non intendo la comunità gay ma tutte le persone». La denuncia sui social è diventata subito virale e dalle sue storie Instagram, Simone, è passato al salotto di Pomeriggio 5 per denunciare a tutta l'Italia cosa è accaduto. 



«Eravamo in un bar con un gruppo di amici - ha raccontato Simone al Corriere di Roma -, mentre me ne stavo andando via verso la macchina con il mio fidanzato mi fermo a parlare con due ragazze che erano lì fuori. Dal nulla un ragazzo inizia a urlarmi 'ma non lo vedi che è fro**o?' e altri pesanti insulti che vorrei evitare di riferire. A quel punto l’ho guardato in faccia e risposto 'scusami, non ho capito bene'. Si avvicina ancora di più e mi sferra un pugno dritto in faccia. Così. In quell’istante ho preso immediatamente il telefono gli ho chiesto perché lo avesse fatto, e intanto riprendevo tutto».


Purtroppo, però, così facendo ha solo peggiorato la sua situazione... il ballerino è stato accerchiato da altri 4 ragazzi che hanno iniziato a gridare «cancella sto video, pezzo di me**a». Simone Baroni ha risposto dicendo che se lui si sentiva libero di picchiarlo, lui poteva benissimo riprendere la scena. Ma a quel punto è stato colpito nuovamente in faccia

 

Nessuno è intervenuto. Solo un ragazzo del gruppo dell'aggressore ha cercato, invano, di calmare le acque. Ha chiesto scusa da parte di tutti e mi ha pregato di cancellare il video. Il giorno successivo Simone è andato in ospedale e ha denunciato i suoi aggressori ai carabinieri, sperando che le immagini possano aiutarli a identificare i colpevoli il prima possibile. 



E quando gli viene fatto notare che ha reagito con coraggio, lui risponde: «Non è una questione di coraggio, ma di rispetto umano. Non penso che una persona debba prendersi addosso gli insulti e le frustrazioni degli altri. Non potevo non reagire di fronte a un termine del genere. Non lo trovo corretto. Mi sono sentito in dovere di rispondere».

 

Per Simone si tratta della prima esperienza di omofobia. Non gli era mai capitato prima d'ora di essere insultato e picchiato. I suoi genitori gli hanno consigliato di denunciare legalmente e mediaticamente la terribile vicenda. Dunque, sui social ha raccontato tutto. «Non sono Belen Rodriguez, ma ho un mio seguito. Mi sembrava giusto perché credo che se fosse successo a qualcun altro più fragile, meno coraggioso e spavaldo di me, non avrebbe avuto la stessa modalità di reazione e l’impatto emotivo sarebbe stato diverso. Voglio che tutti si sentano liberi di andare in giro per strada».

 

In poco tempo la sua denuncia ha avuto l'effetto sperato. Gli sono giunti migliaia di messaggi di solidarietà e affetto che, onestamente non si sarebbe mai aspettato. 


«Mi ha chiamato il portavoce di Zan che ha voluto sapere come era andata la vicenda e come stavo - conclude Simone Baroni -. Si è reso disponibile. È assurdo non avere una legge che tuteli i diritti di tutti, rifiutata con vergognosi applausi e urla. Mi sono sempre battuto, e non solo da oggi, contro ogni forma di discriminazione e a favore dei diritti delle persone Lgbt+. Soprattutto quando le vivi sulla tua pelle ti rendi conto che può accadere a chiunque. Sono un attivista. Ho voluto denunciare non per tutelare me ma per far capire agli altri che dobbiamo essere liberi di andare ovunque, e non è normale picchiare in faccia una persona. È inconcepibile nel 2022».

 

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