Settimana dello spazio a Osimo, viaggio nella ricerca scientifica al femminile

Domenica 3 Ottobre 2021 di Lucilla Niccolini
L'esplorazione spaziale deve parte delle sue fortune alle donne: un ruolo poco riconosciuto

OSIMO  - “Il diritto di contare”, il film del 2016 che racconta la storia vera di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson, apre gli occhi sul contributo, a volte determinante, che la donna sa avere anche nel mondo che più “appartiene” agli uomini, quello di scienza e tecnologia. Prima di quel film, pochissimi conoscevano il ruolo avuto da un manipolo di donne di colore nel successo del progetto Apollo.

L’evento promosso dal Comune di Osimo che si apre  domani, “Women in Space”, per la Settimana mondiale della Scienza, ha il compito di portare all’evidenza anche dei più distratti quanto conti la componente femminile nella ricerca spaziale.

 
Il confronto
Per una settimana, online, scienziate, manager, tecnologhe italiane e straniere si confronteranno sulla situazione attuale della ricerca nello spazio e sulle prospettive future. L’iniziativa dell’evento, alla terza edizione, è di Osimo Lab, una fucina di idee e proposte, oltre che di azioni concrete, per l’internazionalizzazione del mondo produttivo delle Marche, attraverso la contaminazione tra diversi ambiti e competenze. Tra i fondatori di Osimo Lab, assieme alla presidente Frida Paolella e al manager Claude Ngirumpatse, esperto di internazionalizzazione, figura Francesca Faedi, assegnista di ricerca all’Università di Urbino, un’astrofisica esperta di esopianeti e nane bianche. Al suo contributo, alle sue conoscenze internazionali si deve, ogni anno, la ricca articolazione del programma della Settimana dello Spazio osimana.


Due anni fa, a un’intervista su queste colonne, la Faedi rivelò che nella ricerca astrofisica, il 90% degli addetti è di sesso maschile. «Né la situazione è molto cambiata, da allora – ribadisce. - Per questo ci è sembrato opportuno affrontare questo tema. Bisogna sensibilizzare i giovani, soprattutto la ragazze, a scegliere la ricerca scientifica, in particolare quella spaziale, come potenziale ambito di lavoro: un modo per affrancarsi dagli stereotipi di genere». Sono tante, le donne di rilievo internazionale, appartenenti a enti come la Nasa, l’Agenzia Spaziale Europea e la paritetica agenzia italiana, chiamate a raccontare la loro esperienza e lo stato della ricerca. Ogni mattina, durante questa settimana, si confronteranno con gli studenti delle scuole, in incontri dedicati. «La scarsa attenzione alla ricerca spaziale è evidente in particolare nella nostra regione. Mentre si assiste a una nuova corsa allo spazio, è sconcertante verificare come, nelle Marche, di solida tradizione manifatturiera, non esistano centri di ricerca e di produzione specializzati nel settore. Per questo è così importante allargare le prospettive dei nostri giovani». 

La terza edizione della Settimana Mondiale dello Spazio ha come tema “Women in Space”. Ad aprire i lavori, la gran parte dei quali si svolgerà online - sul sito del Comune di Osimo o alla relativa pagina Facebook - sarà il divulgatore scientifico Piero Angela, domani alle 16. Le donne saranno protagoniste assolute. Tra le altre, figurano Mariangela Zappia, ambasciatrice d’Italia negli Usa, Simonetta Di Pippo, direttrice di United Nations Office for Outer space affair, e Amalia Ercoli Finzi, professoressa emerita del Politecnico di Milano, la prima ingegnera astrofisica d’Italia. Parleranno poi, confrontandosi la mattina anche con gli studenti da remoto, la scienziata marchigiana Marica Branchesi, docente al Gran Sasso Science institute, Ersilia Vaudo, chief diversity officer dell’Agenzia Spaziale europea, Luisa Innocenti, head Clean Space dell’Esa, e Cristina Leone, presidente del Cluster tecnologico nazionale aerospazio. Col presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia, l’astronauta generale Roberto Vittori, gli amministratori delegati di Thales Alenia Space e Telespazio, dibatteranno Grazia Vittadini, chief technology officer di Airbus, Morena Bernardini, vice presidente di Strategy ArianeGroup, Alessandra Buonanno, prima donna italiana ad aver conquistato la Medaglia Dirac, e Cinzia Zuffada, associate chief scientist al Jet propulsion Laboratory della Nasa. Coordinano gli incontri Frida Paolella, Francesca Faedi e Claude Ngirumpatse, fondatori di Osimo Lab. Infine, nel finesettimana, sono previsti eventi in presenza nel centro di Osimo.

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