Gusti di Marche è la piazza dell’eccellenza, la prima tappa a Serra de' Conti nella cornice della cantina di CasalFarneto

La cantina CasalFarneto ha ospitato la prima di Gusti Marche
La cantina CasalFarneto ha ospitato la “prima” di Gusti Marche
di Veronique Angeletti
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Sabato 15 Gennaio 2022, 10:10

SERRA DE' CONTI - Una piazza esperienziale itinerante made in Marche dove chi produce condivide sapori e saperi e chi assaggia ascolta racconti di territori. È Gusti di Marche, l’evento ideato da Paolo Sebastianelli, titolare di Dolcemente Zucchero di Serra de’ Conti, e dalla sommelier Tatiana Ricciotti. Protagonista è la cultura enogastronomica marchigiana e chi, tutelando le tipicità, sono intelligenti produttori innovatori.

«Tutto è nato – spiegano – dai numerosi consigli che gourmet e buone forchette ci chiedevano su dove trovare prodotti veraci e speciali. Senza renderci conto, ci siamo trasformati in food personal shopper e abbiamo messo la nostra esperienza a sistema». Il principio dell’unione sotto un brand piace e fa scintille. Intorno a Paolo e Tatiana si costituisce un gruppo di artigiani-produttori. Sono convinti che, insieme, possono stimolare un nuovo cibovagare e intercettare il gastronauta esigente e il goloso curioso. 


La piazza 
L’evento ha la forma di un’elegante piazza che regala l’opportunità, sgranocchiando le Patatas Nana di Senigallia, di conversare di grano con l’agronomo Massimo Mancini del pastificio agricolo omonimo, di condividere – lontano da Ancona - la Filotea Pasta Experience Store e scoprire con il team Rinci la storia dei Paccasassi del Conero citati da Shakespeare nel Re Lear. L’occasione ideale per sbirciare nell’anima sarda dei pecorini del Montefeltro di Cau e Spada, viaggiare nella memoria dei nove castelli dell’antica Roccacontrada, discutendo della polenta - eletta la più buona del mondo - fatta con il mais ottofile coltivato a Magnadorsa dall’agricoltore custode Marino Montalbini o di legumi e farine con la Cantina di Bacco di Ripalta. Passeggiare a Gusti di Marche è farsi guidare nel mondo dei presidi Slow food da La Bona Usanza di Serra de’ Conti, capire la qualità dei terreni dell’azienda agricola I Lubachi che regala carattere alla favetta di Fratterosa, la farina dei tacconi. Specialità che va a nozze con i sughi marchigiani della maceratese Cuore d’Italia specializzata pure in marmellate. Non mancano ovviamente gli insaccati nobili del salumificio Bartocci di Matelica. Storie di lonza, lonzino, guanciale, prosciutti e salami che portano a tavola il vento profumato dei Sibillini con quella nota unica di tartufo e di finocchio. Mentre l’olio è firmato dall’oleificio Olinda che propone un taste test dei suoi pluripremiati monovarietali di Raggia, di Leccio del Corno o di Mignola. 


Anche il lusso 
Nel calice, i profumi dei vini Doc delle Marche narrati da Paolo Togni di CasalFarneto, le sorprendenti birre artigianali della fabrianese Ibeer e l’autentica versione di Meletti dell’aristocratica anisetta. Nel piatto, il lusso del mare con assaggi di salmone affumicato, caviale, baccalà o di acciughe de La Nef, azienda osimana. La prima tappa si è svolta con successo a Serra de’ Conti, nella splendida cornice della cantina di CasalFarneto. Merito della dinamicità dell’algoritmo che regola l’evento: ognuno, forte della propria identità, si presenta come un tassello contemporaneo delle Marche ghiotte. Covid permettendo, hanno all’agenda una serie di appuntamenti ma quello che convince è che è una piazza work in progress dove c’è posto per altri produttori.

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