Bozzi, coautore dello show di Fiorello a Senigallia: «Rosario saprà sorprendervi anche con alcune trovate tecnologiche»

Mercoledì 17 Novembre 2021 di Marco Chiatti
Lo showman Rosario Fiorello

SENIGALLIA - C’è grande attesa per il ritorno sul palco di Fiorello, che ha deciso di ripartire proprio dal Teatro la Fenice di Senigallia (da giovedì 18 a sabato 20 novembre). Non a caso il triplice spettacolo ha come titolo “Fiorello presenta: Senigallia!”. L’artista e i suoi collaboratori più stretti (gli autori Francesco Bozzi, Pigi Montebelli e Federico Taddia, con la parte musicale curata da Enrico Cremonesi) stanno plasmando qui il loro show. Francesco Bozzi, autore televisivo, radiofonico e sceneggiatore, noto anche come «l’immortale creatore del commissario Mineo», ci racconta il dietro le quinte. 
La prima domanda è d’obbligo: lei che ne è l’autore, ci svela cosa vedremo in questo nuovo spettacolo di Fiorello? 
«Direi che questo è uno spettacolo completamente nuovo. Fiorello racconterà se stesso e gli italiani, con delle trovate tecnologiche uniche che sorprenderanno e divertiranno il pubblico. Insomma uno spettacolo tutto da scoprire». 
Come si fa a “tenere a bada” un artista improvvisatore per eccellenza come Fiorello? 
«Ma perché mai lo si dovrebbe tenere a bada? Fiorello è un fenomeno della natura, bisogna solo lasciarlo libero di fare e magari dargli ogni tanto alcuni stimoli, al resto pensa lui».
Cosa fate quando Fiore va fuori copione? 
«Ci godiamo lo spettacolo e prendiamo appunti per far tesoro della sua improvvisazione». 
Da tanti anni ormai lei è fra gli autori del Rosario nazionale: c’è un segreto nel vostro feeling? 
«Il segreto è tanto lavoro, l’amicizia, la stima reciproca, la fiducia e soprattutto la squadra. Oltre a me e Rosario ci sono Pierluigi Montebelli e Federico Taddia, insieme si lavora benissimo, e direi che alla fine i frutti si vedono... almeno spero».
In questi giorni state battendo a tappeto Senigallia per trovare spunti per lo show: cosa avete scoperto di bello e originale? 
«Veniamo sempre volentieri a Senigallia: il mare, le passeggiate, il cibo. È un posto che aiuta a trovare la tranquillità e la concentrazione per il nostro lavoro. E poi il pubblico qui è favoloso». 
Non è la prima volta che preparate con Fiorello un tour nelle Marche: come mai la scelta ricade ancora nella nostra regione? 
«Le Marche sono ormai la nostra seconda casa. È qui che sono iniziate tutte le nostre avventure, sia televisive che teatrali. Grazie anche al grande Giampiero Solari che ci ha portato qui la prima volta e da quella volta non le abbiamo mai tradite... le Marche intendo». 
Come vivete l’emozione del ritorno agli spettacoli dal vivo dopo il Covid? 
«È entusiasmante e anche commovente, una sensazione bellissima. Penso soprattutto per Fiorello, ritrovare il pubblico e gli applausi è una cosa fondamentale per un artista come lui». 
Oltre ad essere autore storico di Fiorello, lei è anche uno scrittore molto apprezzato: ma come si passa dal teatro, alla radio, alla tv fino al romanzo? 
«Ne ho scritti addirittura due di libri e a breve, dopo “Il giallo del gallo”, uscirà il terzo capitolo del mio Commissario Mineo. Devo dire che l’approccio con la narrativa non è stato semplice. Ero abituato a scrivere per il teatro e la tv dove non è necessario descrivere troppo, perché la gente vede ciò che accade. In un romanzo è necessario far capire bene ciò che succede intorno al personaggio e spero di esserci riuscito. Credo che il mio modo di scrivere sia cambiato. Comunque, una cosa non è cambiata: con i miei libri si ride sempre».

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