Dighero al Teatro Cicconi con “Un pianeta ci vuole... C’è nessuno?”: «Ragioniamo sull'ambiente con un po' di ironia»

Ugo Dighero con Daniele Ronco in una scena dello spettacolo
Ugo Dighero con Daniele Ronco in una scena dello spettacolo
di Chiara Morini
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Sabato 5 Febbraio 2022, 11:43

SANT'ELPIDIO A MARE - Tra i volti più amati dal pubblico, Ugo Dighero sarà sul palco del Teatro Cicconi di Sant’Elpidio a Mare martedì, 8 febbraio, alle 21,15. Insieme a Daniele Ronco, porterà in scena “Un pianeta ci vuole... C’è nessuno?”, spettacolo sulla rivoluzione green, voluto da Comune e Amat (info: 3208105996).
Ugo Dighero, come mai la decisione di affrontare l’ambiente a teatro?
«Ho conosciuto Daniele Ronco e la produzione di Mulino ad Arte, in occasione di alcuni piccoli spettacoli al nord, fatti nei borghi. Intervistavano le persone, e chiedevano agli attori di dar voce alle storie. Di leggere. Questo aspetto mi ha colpito, anche perché, come dice il claim della compagnia, è un “teatro che pensa, progetta e produce green”, tutto orientato all’ambiente, con l’utilizzo di una pedaliera. Queste sono tematiche che mi piacciono, quindi sono rimasto entusiasta dello spettacolo. L’ambiente a teatro non entra quasi mai, e qui lo affrontiamo con un po’ di ironia».
Chi sarà nello spettacolo?
«Lei ricorda Pino, il mio personaggio in Mai dire Goal? Era un muratore, che diceva le cose al contrario. L’ho tirato fuori e l’ho reso protagonista. Pino ama la vita, non si fa troppe domande, e interagirà con una voce, un pronipote, che gli prospetterà tre possibili scenari per il futuro del pianeta. Abbiamo deciso di fare questo spettacolo per focalizzarci sui singoli, per accrescere la consapevolezza di ciascuno: ognuno di noi può fare qualcosa, e vogliamo sensibilizzare tutti su questo».
Quali temi tratterà in particolare?
«Il sovraffollamento, i trasporti, il consumo di cibo. Vede, quest’ultimo è un problema: l’energia per alimentare a carne una persona basterebbe, come risorse, per alimentarne 100. Con un po’ di coscienza si può diminuire il consumo. Gli allevamenti intensivi consumano moltissime risorse. Entro il 2030 si punta all’elettrico, ma già se da domani tutti si impegnassero a fare qualcosa, il cambiamento arriverebbe prima. Ma ripeto: affrontiamo tutto con ironia».
Il significato, quindi, sta nel titolo? 
«Il titolo parla da sé. La gente inizia a rendersi conto che il problema è già sfuggito di mano, si vedano gli eventi climatici estremi, come in Germania l’anno scorso».
Quanto incide il sovraffollamento?
«Le faccio un esempio: nel 1959, quando sono nato, c’erano 3,5 miliardi di persone sul pianeta. Sessant’anni dopo, oggi, sono più che raddoppiati. Non si riesce ad alimentare tutti, a qualcosa bisogna pure rinunciare». 
Che esperienza è stata girare il film “Criminali si diventa” a Fermo e nel resto delle Marche? 
«Bella, quando si lavora bene in squadra con la produzione, e tutti credono nel gruppo, è molto positivo. Poi girare in una grande terra, con quelle ambientazioni è stato davvero bello». 
Ha notizie dell’uscita?
«Non c’è al momento una data precisa. Con la pandemia le produzioni hanno in coda molti film, vedremo».
In agenda cosa ha ora? 
«Con lo stabile di Bolzano e Paolo Fresu ho fatto “Tango Macondo”, tra storie sarde e musiche sudamericane, portato in tournèe nei teatri tra novembre e dicembre. Arriveranno riprese della serie Blanca».

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