Pecci torna a teatro con la Crippa
«Ecco il mio Amleto moderno»

Martedì 31 Gennaio 2017
Daniele Pecci e Maddalena Crippa
SAN BENEDETTO - “Amleto” di Shakespeare interpretato da Daniele Pecci e Maddalena Crippa è stasera al teatro Concordia di San Benedetto. Pecci con quest’opera dopo tanta tv, torna sul palco nei panni di Amleto, dimostrando di essere molto più che un bel volto televisivo. Ma è anche vero che l’attore ha iniziato la sua carriera nel 1990 con il teatro e solo nel 2000 ha conquistato la popolarità con la fiction tv “Il bello delle donne” e “Orgoglio”. 
Pecci dà vita ad un Amleto arguto, tormentato e assetato di giustizia, la cui più letale arma è il sarcasmo, al disotto del quale è però indifeso dinanzi a ben peggiori malizie. La sua straordinaria interpretazione è potente, ironica, ricca di sfumature e strappa l’applauso al pubblico a scena aperta più volte, ma soprattutto nella scena fortemente drammatica del dialogo con Ofelia, e poi dopo nel confronto terribile e “violento” con la madre Gertrude, interpretata dalla bravissima Maddalena Crippa.

«L’Amleto - dice Pecci a cui si devono anche adattamento e regia dello spettacolo - è il testo teatrale più importante dell’era moderna. Meglio di chiunque altro, e per primo, Shakespeare ha raccontato le infinite contraddizioni dell’essere umano di fronte all’impegno necessario per stare al mondo: affrontare il futuro, il destino, l’amore, le ingiustizie, le controversie, il dolore, la perdita. E vi sono, ben dosate, le rappresentazioni del mondo grande, lo Stato, i grandi destini e temi dell’umanità, il microcosmo familiare dei sentimenti più intimi e segreti». «Il mio impegno – continua Pecci - è di proporlo al pubblico contemporaneo con una traduzione che ne esalti le possibilità poetiche ma in una prosa di facile comprensione, e con una messa in scena vicina al nostro mondo, senza simbolismi che si frappongono fra attori sul palcoscenico e il pubblico». 


La Crippa delinea con puntualità un personaggio complesso, velatamente sensuale, una madre civettuola e superficiale, corrotta da un peccato incestuoso, che nasconde dietro una finta sicurezza tutta la sua debolezza. Maddalena Crippa esprime al massimo questi due aspetti, la tenerezza della madre e la donna lasciva e corrotta, lacerata da un senso di colpa crescente, offrendo un’interpretazione davvero notevole. Maria Chiara Di Mitri, è convincente nella parte dell’ingenua Ofelia e raggiunge il momento migliore della sua performance nella scena della pazzia, impreziosita anche dalle sue eccellenti doti canore. Molto bella l’interpretazione di Rosario Coppolino, che nel personaggio di Polonio è uno zelante ciambellano, logorroico ed impiccione. Negli scambi con Amleto, Coppolino dona così con la sua ironia istanti inediti di pura comicità, che il pubblico ha molto apprezzato. © RIPRODUZIONE RISERVATA