Consorti vince il prestigioso Safiter Film festival internazionale del Salento: «Sono un regista randagio»

Sabato 10 Luglio 2021 di Laura Ripani
Paolo Consorti ha ritirato il premio come miglior regista per il film Anime Borboniche al Safiter Film festival internazionale del Salento

SAN BENEDETTO - Non si ferma mai, mai una volta che lo stupore non sia la cifra della sua arte. Il pittore e regista marchigiano Paolo Consorti ha vinto nei giorni scorsi il premio come “miglior regia” per il film dal titolo “Anime borboniche”, co-diretto con Guido Morra, al prestigioso Safiter Film festival internazionale del Salento. E sul palco è salito con la moglie, la critica d’arte Gloria Gradassi, con la quale forma da oltre 30 anni un forte sodalizio. La coppia ha ritirato il premio anche per Morra, portando i suoi saluti e per un altro grande assente della serata, Ernesto Mahieux che ha comunque salutato i presenti con un simpatico video messaggio. 
Il primo premio non si scorda mai...
«Un ringraziamento particolare va a tutti coloro che hanno lavorato con me e lo dico col cuore e con onestà. Mi sento un neofita riguardo al cinema, vengo dall’arte, dalla pittura e questi sono i miei primi passi in questo nuovo mondo. Ho avuto degli attori incredibili, che hanno saputo interpretare quello che io e Guido (Morra ndr) avevamo in mente».
Come è nata l’idea?
«Da una storia vera! Lo dico, non soltanto con sana autoironia, ma realisticamente. Il personaggio Marchegiani (l’artista fantasma del film), sono realmente io! Di fatto, da quella crisi artistica, è venuta fuori la bizzarra idea di realizzarci un lungometraggio». 
Perché il titolo “Anime borboniche”?
«Anche questa è una storia vera; ci siamo lasciati ispirare da i veri figuranti della Reggia di Caserta che si esibiscono continuamente, senza averne un tornaconto, ma soltanto per passione ed amore per l’Arte». 
Cosa ha questo film diverso da quello di Cuba?
«Tutto! Anche se è la mia prima opera a quattro mani, rispetto ad Havana Kyrie, del quale sono unico regista, è sicuramente un film che mi somiglia di più, in quanto più bizzarro, rispetto a l’altro, decisamente più canonico. Inoltre, Havana Kyrie ha una dimensione più internazionale».
Che significa girare un film per un artista che viene dalla pittura?
«Una svolta epocale! Giocandoci dantescamente, direi una “calata agli inferi”, e si sa, l’Inferno diverte. A cinquant’anni ho subito questa sorta di raptus cinematografico e non potrò che essere un “regista randagio”, per dirla alla Fellini, ma nel cinema, subentra il concetto wagneriano di “opera totale”, tutte le arti coinvolte in un’unica opera, e questo è un aspetto che mi eccita fortemente. La pittura è meditazione, il cinema è confusione; penso che ognuno di noi abbia bisogno di vivere entrambe queste esperienze.
Quindi non abbandona l’arte figurativa?
Anche se volessi, non ci riuscirei! La pittura è fisiologica, come mangiare e dormire»
Stai girando anche lo spot su Sisto V: con Elio state mettendo in cantiere qualche altra bischerata?
«Con Elio e Giobbe (Covatta ndr), che ancora mi sopportano. Questa volta la bischerata è davvero grossa e, come tutta le bischerate che si rispettino, sarà una sorpresa».
Dove sono visibili i suoi film?
Havana Kyrie sarà trasmesso su Rai Play nei prossimi giorni, mentre Anime borboniche è già su Prime video; buona visione!

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