I magnifici diciotto finalisti di Musicultura in vetrina al Teatro Persiani di Recanati, tra i super ospiti Cristicchi e Ruggeri

Simone Cristicchi ospite della prima serata insieme ad Amara
Simone Cristicchi ospite della prima serata insieme ad Amara
di Chiara Morini
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Martedì 3 Maggio 2022, 04:40

RECANATI - Musicultura entra nel vivo. Oggi e domani, alle ore 21,15, al Teatro Persiani di Recanati, si esibiranno i 18 finalisti dell’edizione 2022. Nove per ciascuna serata, e tre ospiti: Simone Cristicchi e Amara questa sera, ed Enrico Ruggeri, domani.

 


Simone Cristicchi conosce bene l’importanza di Musicultura, concorso che lo ha visto vincitore assoluto nel 2005, e che lo vede nel Comitato di Garanzia. «Bello tornare e ascoltare dal vivo gli artisti – commenta – io e Amara saremo i padrini della serata. Non sento proprio il peso di questi 17 anni trascorsi dalla vittoria, mi sento come un debuttante. Questi anni sono la prova che dopo Musicultura sono ancora qui e vivo della mia passione». Lui e Amara porteranno alcune loro canzoni, tra cui “Abbi cura di me”, “Ti regalerò”, “Che sia benedetta”, “Le poche cose”, e sicuramente saranno di ispirazione per i giovani finalisti, ai quali Cristicchi si sente di dire che «è già importante esserci stati, siete stati scelti da Musicultura, luogo di musica di qualità».


Sarà di ispirazione anche Enrico Ruggeri, che domani salirà sul palco del Persiani, dopo essere stato ospite molte volte, sin dalla prima edizione, e dopo essere stato presentatore nelle ultime tre edizioni. «Musicultura – commenta – è un bell’ambiente, fatto di persone che amano la musica. Se scartano un concorrente spiegano anche il motivo per cui non lo hanno scelto. Così si fa tesoro degli insegnamenti, e c’è chi riprova, magari vincendo». Non si sa ancora se sarà il presentatore: «Sono a disposizione come sempre», chiosa. Si vedrà, quando si parlerà di serate finali, intanto Ruggeri commenta lo scenario attuale e le prospettive della musica d’autore italiana.

«Si va verso una élite – commenta – un’anima di nicchia. Il mainstream musicale va verso la direzione della “bocca buona”, la vera arte fa numeri alti con più difficoltà. Con questo non voglio dire che non ci sia futuro, perché dai ragazzi anche di Musicultura, ci sono segnali interessanti per il futuro. Spero solo che non alterino la loro creatività e l’indipendenza del loro pensiero».


Circa un mese e mezzo fa Ruggeri ha pubblicato un nuovo album, “La rivoluzione”, di cui sicuramente canterà qualcosa a Recanati. «Il titolo dell’album – spiega – che è anche di uno dei brani, è una parola “multifunzionale”: si usa per l’astronomia e in altri 1000 modi diversi. Come il cambiamento dall’adolescenza all’età adulta, la mia generazione, dei 60enni, che hanno visto tutto, dal Carosello a piazza Fontana, fino ai giorni nostri, vivendo cambiamenti epocali come il passaggio dai gettoni agli smartphone». L’attenzione l’ha rivolta ai testi, come spiega lui stesso: «Lo fanno quelli che hanno un lessico ricco. Oggi le canzoni si fanno anche con 200 parole, De Andrè le faceva con 50mila. E guardi che oggi chi le scrive secondo me lo fa senza aver letto molto. Si trattano problematiche giovanili ad esempio, cosa che facevano anche autori come Hugo e Dickens che io ho letto». Ai giovani di Musicultura dirà di «andare per la loro strada, raggiungendo gli obiettivi personali, senza l’ansia di dover raggiungere subito il successo».

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