Giovanni Allevi è ritornato nella sua città natale per RaiPlay: «Ascoli, bella e un po’ folle»

Martedì 30 Marzo 2021 di Filippo Ferretti
Giovanni Allevi è tornato nella sua Ascoli con RaiPlay

ASCOLI - Arriva su RaiPlay la seconda tranche delle puntate realizzate dal compositore, musicista e scrittore Giovanni Allevi per la sorprendente docu-serie “Allevi in the jungle”, il progetto che il pianista ascolano ha voluto girare in molteplici città italiane allo scopo di scoprire tra le bellezze artistiche e architettoniche nazionali i personaggi di differenti discipline che esprimono il proprio talento lungo la strada.

 
I nuovi episodi
Tra i nuovi episodi del programma, disponibili dal primo aprile, ci sarà anche Ascoli, il luogo in cui l’artista è nato e cresciuto, dove ha avuto modo di scoprire musicisti, creativi ed inventori, piccoli e grandi visionari, funamboli orgogliosi della propria follia. «La mia è una natura estremamente timida e riservata, non vado mai in giro per le città, non amo sentire gli sguardi addosso. Eppure, incontrare artisti non convenzionali è stato entusiasmante. Mi sono semplicemente messo in ascolto, seguendo l’istinto», spiega il maestro.
È stato un incontro di sensibilità tra la classicità di Allevi e la musica e arte popolari. «Non solo la classicità accademica ha incontrato linguaggi popolari ancestrali, ma anche il mio pensiero, incline alla solitudine, si è confrontato con la vita vissuta, con le difficoltà che affrontano gli invisibili. Sono diventato il loro alfiere. Credo che la vera cultura, la vera riflessione ed espressione artistica nascano dalla strada, e non dagli ambienti protetti della torre d’avorio» il messaggio che lancia.

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La città natale
Per Giovanni Allevi questo progetto ha rappresentato l’occasione anche per ritrovare Ascoli, la sua città natale. «Sono stato orgoglioso di portare la troupe video nella mia città per girare un episodio - confessa -. Come ormai è noto al grande pubblico, “Allevi in the jungle” si esprime attraverso un linguaggio estremamente innovativo, diretto ed emozionante. Le immagini sapranno restituire la bellezza incantevole della mia città, i suoi scorci e la sua esuberante creatività. È infatti emersa un’anima folle, che ha sorpreso anche me». Un altro aspetto, non secondario, riguarda il programma che si è sviluppato in un momento così particolare come quello della pandemia. L’effetto positivo non è mancato, come sottolinea lo stesso Allevi: «La docu-serie ha avuto sulla gente un forte impatto emotivo. Mi hanno scritto persone in preda ad una grande emozione e posso anche capire perché. La società estremamente conformista e tutt’altro che libera in cui viviamo, ci fa dimenticare le nostre ali, inducendoci all’omologazione. Nella docu-serie, nelle parole dei miei interlocutori ho cercato invece il fuoco, la poesia, il ritorno alla nostra natura più autentica di angeli caduti dal cielo». 


Il futuro
Come ogni grande artista, lo sguardo è puntato al futuro. La conclusione di Allevi: «L’esperienza del virus, pur nella sua drammaticità, ha portato ad un risveglio delle coscienze ed un aumento esponenziale della creatività. È un pullulare di produzioni letterarie, nuova musica, nuove opere teatrali e visive. Attendo con ansia l’incontro di tanta bellezza con il pubblico dal vivo».

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