Le cipolle dello jesino Lillini leggono i segni della natura: inverno lungo, estate afosa con siccità

Lo jesino Alfio Lillini
Lo jesino Alfio Lillini
3 Minuti di Lettura
Lunedì 3 Gennaio 2022, 08:50

JESI - Un inverno lungo, con il freddo che ci accompagnerà fino alla fine di marzo, una primavera breve e variabile, un’estate lunga e calda, afosa e siccitosa, che andrà dai primi di giugno a quasi fine settembre. Poi un autunno variabile e con poca pioggia, freddo e gelate a Natale. Questo il 2022 meteorologico previsto da Alfio Lillini sfogliando le sue tradizionali cipolle.

 
L’antica pratica
Il ferroviere jesino in pensione, che ha imparato dal nonno l’antica pratica contadina di leggere i segni della natura per trarne previsioni del tempo di lunga gittata, ormai da molti anni stila il suo calendario meteo tagliando in quattro una cipolla ripulita come se dovesse usarla in cucina. Ogni quarto corrisponde a un mese, poi si passa agli anelli più piccoli che sono altri 4 mesi, fino ai cerchi interni, per ricavare 12 parti che corrispondo ai mesi del calendario.

La sera del primo gennaio, come da tradizione, sistema il tagliere alla finestra in direzione nord e mette un cucchiaino di sale marino fino. Poi controlla l’evoluzione ogni 4 ore, dalle dieci della sera alle 6 del giorno dopo, e in base a come la cipolla si modifica e ai suoi appunti, Lillini stila il calendario delle cipolle per il nuovo anno. Lo scorso anno aveva previsto un anno sicuramente solare, “e tale si è dimostrato - ricorda ora Lillini -, siamo ancora purtroppo all’interno di una brutta pandemia, la siccità ci ha fatto compagnia fino alla fine di settembre scorso, ma il Natale 2021 è stato con la luna “buona” e quindi speriamo in positivo. Anche perchè nell’anno 2022 avremmo 13 lune, buon segno…”.


Le riflessioni
Oltre alle sue previsioni meteo, Alfio Lillini dedica alcune riflessioni al cambiamento climatico in atto, aspetto definito «il più preoccupante di tutti». «Il nostro governo, il mondo in generale, il nostro popolo, non ne vuol prendere atto, questo è grave muntobè…», si concede un’espressione tipicamente jesina. Alfio Lillini ricorda di non essere un arruolato dell’ultima ora nel denunciare i rischi del cambiamento climatico. «Sono 20 anni che scrivo che l’ambiente va governato…non abbandonato - è la sua amara chiosa -. Siamo arrivati a oltre raschiare il barile, ad ogni evento climatico siamo in emergenza, nei bilanci si continua fare tagli alle risorse per l’ambiente». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA