Gli Zuth protagonisti su Youtube nella nona puntata di “Diario di Bordo” e ora sono pronti a decollare con nuovi brani in fase di registrazione

Domenica 15 Maggio 2022 di Chiara Morini
Irene Laslo, voce del gruppo

PORTO SANT'ELPIDIO - Gli Zuth, gruppo musicale formato da artisti del territorio marchigiano, tra cui Irene Laslo, la voce, da qualche giorno sono protagonisti, online, con i loro brani e la loro storia, nella nona puntata di “Diario di Bordo”, sul canale YouTube dell’“Astronave Recording Studios”.
Irene Laslo, come nasce il gruppo?
«Siamo tutti musicisti marchigiani, io di Porto Sant’Elpidio, ma gli altri sono di Civitanova, Porto San Giorgio, Petritoli. Alle chitarre ci sono Antonio Berdini e Matteo Sanguigni, al basso Romina Marcelli, alla batteria Mattia Cotechini. Avevamo già suonato insieme per altri progetti, facevamo riarrangiamenti di cover, poi Gaetano Marinelli, il nostro autore, ha tirato fuori alcuni testi, i futuri brani del primo album “Oceano”, realizzato nel 2015, quasi per gioco».

 
Di cosa trattava? 
«Un mare di cose, un oceano. Nell’album c’è il featuring di Gianluca De Robertis che ha cantato con me “Dentro l’oceano”. I testi si ispirano al genere della canzone d’autore, e le artiste più vicine sono Bianca Atzei e Anastasia».
Com’è stato aprire il concerto di Anastasia?
«Dovevamo aprire a Civitanova, ma poi l’evento è stato annullato. Ci hanno però richiamato a Comacchio ed è stato incredibile suonare prima di lei. Non l’abbiamo potuta incontrare, però al concerto eravamo sottopalco».
Avete fatto anche una cover dei Litfiba, come è nata?
«Nel 2016 c’era un contest, al quale ci siamo iscritti per caso. I Litfiba celebravano i 30 anni di “17 Re” e hanno voluto selezionare artisti per rifare i brani dei loro album. Ci hanno chiamato per rifare “Resta”, assurdo. Una voce femminile, la mia, che eseguiva questo brano, quindi ovviamente un po’ “stravolto”. I puristi ci hanno criticato». 
E i Litfiba? 
«Hanno gradito, a loro, i diretti interessati, il brano è piaciuto».
Nel 2018 Sanremo Rock… 
«Una bella esperienza, siamo stati finalisti. La cosa ancor più bella è stata aver incontrato tante band da tutta Italia, ci siamo conosciuti dal vivo. Sanremo rock non era solo il palco, era anche le jam session che facevamo. Con alcuni ci si sente ancora». 
Il secondo album “Cosmonautica” è uscito nel 2019, ma non lo avete fatto live, recupererete? 
«Sì, non siamo riusciti a farlo live, recupereremo da adesso in poi. In questo disco abbiamo fatto tesoro delle esperienze: il sound è più rock, e i brani raccontano la società di oggi, la vita sospesa, quasi instabile. In un certo senso siamo stati precursori dell’incertezza che sarebbe arrivata in seguito. Comunque nel disco c’è anche una canzone che racconta Juri Gagarin, e la sua solitudine da astronauta, e un altro che ricorda il Bataclan». 
A cosa state lavorando ora? 
«Abbiamo dei brani in registrazione e stiamo lavorando a cose nuove. Decideremo se faremo singoli o disco, qui non c’è un filo conduttore. Qualcosa uscirà per l’estate, vedremo nelle prossime settimane». 
Sogni?
«Tornare live, abbiamo l’urgenza di ricominciare e farlo bene, magari altre esperienze, perché no, anche Sanremo». 
Le collaborazioni ideali con altri artisti? 
«Avrei troppi nomi, ma direi i Baustelle, gli Smamò, Teatro degli Orrori e molti altri».

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