Rezza porta in scena “Io”, spettacolo realizzato con Mastrella, a Porto San Giorgio: «È un’esperienza cromatica»

Rezza porta in scena Io , spettacolo realizzato con Mastrella, a Porto San Giorgio: «È un esperienza cromatica»
Rezza porta in scena “Io”, spettacolo realizzato con Mastrella, a Porto San Giorgio: «È un’esperienza cromatica»
di Chiara Morini
4 Minuti di Lettura
Lunedì 5 Dicembre 2022, 04:30

PORTO SAN GIORGIO - Una comicità non convenzionale, di quelle in grado di sorprendere e divertire lo spettatore allo stesso tempo: domani, martedì 6 dicembre, alle ore 21,15, al teatro di Porto San Giorgio, andrà in scena “Io” con Antonio Rezza, spettacolo che ha realizzato con Flavia Mastrella, nell’ambito della stagione di Comune e Amat. I due hanno vinto il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia nel 2018.


Lo spettacolo

RezzaMastrella, così è noto l’inimitabile duo artistico del panorama del teatro contemporaneo italiano, hanno creato “Io” nel 1998. «L’ultimo – racconta Rezza – ospitato dallo stabile delle Marche, una regione che per noi è come fosse nativa, per questo ringrazio l’Amat. È uno dei nostri spettacoli di repertorio, che non vanno mai in soffitta». Un classico, quindi, che vede Rezza muoversi sulla scena disegnata e realizzata da Mastrella: quadri colorati che ben si prestano al racconto, e come nella foto, può capitare che facciano venir fuori proprio la figura di Rezza. «I quadri – racconta Mastrella – arrivano direttamente dalla mia esperienza con l’arte contemporanea, mi sono ispirata a Burri o a Fontana. Un materiale pieghevole, duttile, facilmente adattabile a spazi più ampi o meno, come Porto San Giorgio. L’ispirazione, oltre che da Fontana, arriva anche dalle tombe medievali delle chiese romane». Come procede il lavoro lo dice sempre Mastrella: «Prima io procuro l’ambiente e poi Antonio costruisce su il proprio lavoro». Anche in “Io”, dove Rezza spiega che «dopo non abbiamo più usato i quadri, che si fondono completamente nell’azione drammaturgica». 

I personaggi 

I quadri hanno “vita breve”, cambiano i colori e restano alla fine, macchie colorate nel buio, e i personaggi sono sempre simpatici. «Di “Io” – commenta Rezza – ce n’è solo uno, quello che aleggia dentro di noi, e poi si diluisce con quello che si vuole, si declina. Uno ne basta e avanza!». Il divertimento è dietro l’angolo, dice Rezza: «Si ride sempre, nei nostri spettacoli. La comicità, se vera e autentica, per me deve essere quella che scava a fondo nelle budella. Certo ci sono altre cose che fanno ridere come le battute e la satira. Ma vede, la satira per esempio non ha ragione di esistere. La detesto, perchè la satira ha veramente luogo di esistere solo in quei regimi veramente totalitari, non nei falsamente democratici». “Io” è da vedere perchè farà divertire e perchè, aggiunge Mastrella, «sarà un’esperienza sia cromatica che dialettica».

Il Leone d’oro

I due nel 2018 hanno avuto il Leone d’oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. «È stato strano – ricorda Flavia – l’anno dopo è arrivato il Covid e non ce lo siamo goduto. Io sono uno spirito libero e questo riconoscimento è stato come essere regolamentati, inquadrati. Poi è nato Hybris il nuovo spettacolo, che contraddice quello che pensavamo fino al giorno prima». Con Hybris il prossimo anno saranno ad Ascoli. Nel mentre ci sono “Io”, e gli altri lavori che fanno insieme. «Con lei c’è una grande collaborazione – dice Rezza a proposito di Flavia – se ci rendessimo conto di perdere colpi, smetteremmo. Ma non è ancora giunta l’ora». E Mastrella, aggiunge: «Si lavora benissimo con Antonio, rimaniamo sempre noi e molti continuano a credere in noi».

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