Popsophia, il tempo ritrovato. Dall’8 al 10 luglio a Pesaro riflessione corale sul pensiero contemporaneo

Popsophia 2022 è dedicato a Marcel Proust
Popsophia 2022 è dedicato a Marcel Proust
di Elisabetta Marsigli
3 Minuti di Lettura
Sabato 2 Luglio 2022, 07:35

È davvero “un tempo ritrovato” quello di Popsophia, presentata ieri incoerenza stampa, che festeggia i suoi 10 anni a Pesaro come modello di laboratorio culturale del pensiero contemporaneo. Dall’8 al 10 luglio il festival della pop filosofia celebra l’anniversario della morte di Marcel Proust con un’edizione chiave per indagare e riflettere a 360° gradi sull’attualità e gettare le basi nel futuro che ci attende.

L’evento di punta
Il plauso degli amministratori locali va allo staff e alla direttrice artistica Lucrezia Ercoli: «Popsophia è ormai un evento di punta della programmazione cittadina – hanno riferito Daniele Vimini e il sindaco Matteo Ricci – si è resa già protagonista nella fase di audizione per Pesaro Capitale della Cultura italiana 2024 e oggi è una realtà radicata nella città che fornisce un modello di produzione culturale anche per gli altri festival cittadini, nonché caposaldo del percorso, in un crescendo rossiniano, che ci porterà al 2024». La Ercoli ha poi sottolineato gli aspetti fondamentali del programma di quest’anno: «Il tema di questa edizione è dedicato metaforicamente a Proust nel titolo “Il tempo ritrovato” che ci offre l’opportunità di una riflessione ad ampio spettro. E poi dopo 10 anni rilanciamo con uno spettacolo in più: torniamo alla piena presenza con la doppia location, nel cortile di palazzo Mazzolari Mosca e in piazza con ben 3 philoshow, produzioni inedite e ogni volta diverse pensate appositamente per Pesaro e per il tema scelto».

Le inquietudini
«Il tempo nuovo si fa inevitabilmente carico degli spettri del passato, - ha proseguito Ercoli - come la sigla di quest’anno, che compone la grafica di Popsophia, fa notare. È un tema estremamente conturbante, carico di inquietudini. Saranno 3 giorni all’insegna di un corpo a corpo con “il tempo”, tra diversi punti di vista». E non è un caso l’omaggio a Magritte e ai Beatles della sigla di questa edizione, che condensa le ansie e le paure di questo periodo nell’animazione elaborata dall’artista grafico Massimo Macellari per l’occasione. L’immagine simbolo scelta dal festival, l’opera “La memoria” del pittore surrealista Renè Magritte, viene infatti scomposta con il commento musicale di una rielaborazione di “A day in the life” dei Beatles, capolavoro dell’album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Non solo filosofi nel programma: «Nei pomeriggi torneremo a riflettere con giornalisti, critici musicali, scrittori e scrittrici che affiancheranno il punto di vista dei filosofi. Dalla nostalgia del passato al passato che ritorna nella guerra e nello spettro del nucleare, per chiudere con la speranza di un altro futuro e il collegamento con il dossier di Pesaro 2024 “La natura della cultura” in un mondo che può cambiare la sua prospettiva attraverso l’attenzione alla natura e all’ecologia». Tre giorni di incontri con 16 ospiti, dal venerdì alla domenica sera, alle 18 e alle 21, con: il critico e saggista Filippo La Porta, la scrittrice fantasy e conduttrice di “Terza pagina” su Rai 5 Licia Troisi, i filosofi Riccardo Dal Ferro, Cesare Catà, Marcello Veneziani, Adriano Ercolani, il duo Tlon con Andrea Colamedici e Maura Gancitano e le scrittrici Igiaba Scego, Giulia Caminito, gli scrittori Matteo Cavezzali, Simone Regazzoni, Antonio Pascale, il giornalista Paolo Pagliaro, l’economista Carlo Cambi e il conduttore e critico musicale Carlo Massarini. 

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