Vibrazioni di corpi e sensi nello spettacolo “Il Nostro Luogo” con Masako Matsushita

Venerdì 16 Aprile 2021 di Elisabetta Marsigli
Masako Matsushita

PESARO - Un percorso particolare e affascinante, un’esperienza sensoriale e geografica che, attraverso il corpo e va alla scoperta delle sensazioni del luogo abitato: è questa la curiosa proposta de “Il Nostro Luogo” ideazione e coreografia narrata della pesarese Masako Matsushita, in programma dall’alba di domenica 18 aprile (dalle ore 6 fino alle 20), su Zoom, undici recite per un numero limitato di spettatori.

 

Partner di Masako anche il visual creator Paolo Paggi e il sound designer Andrea Buccio aka The Sound of Marcello. È obbligatoria la prenotazione, entro domani mattina, scrivendo una e-mail all’indirizzo ilnostroluogo2021@gmail.com, proponendo l’orario della recita a cui si è interessati.


«Lo spettacolo è il risultato di questo anno di pandemia - racconta Masako - in cui abbiamo dovuto reinventarci spettacoli all’interno di uno schermo, ma affrontare la dislocazione degli spazi tra reale e virtuale non mi è mai andato a genio del tutto. Così ho fatto una riflessione sul fatto che tra spettatore e artista c’è sempre una trasformazione nell’approccio, quindi perché non tentare di trasformare gli elementi per creare un nuovo ambiente, un nuovo modo di fruizione?». In questo spettacolo si vive un’esperienza unica, con un invito allo spettatore a mettersi in gioco: «A teatro lo spettatore viene coinvolto in una esperienza sensoriale e percettiva. Lo schermo invece, tende ad appiattire tutto questo: ci troviamo a casa, in un luogo che ha svariate distrazioni, con la libertà di alzarci, muoverci o venire influenzati da ciò che ci circonda, perdendo la concentrazione su quello a cui dovremmo assistere». 


Ne “Il nostro luogo” l’esperienza diventa quasi un rituale, scandito dalle parole di Masako che offre indicazioni sulle azioni da svolgere: «È un rito collettivo vissuto nella propria intimità: nessuno degli spettatori vede l’altro, ma tutti stanno facendo qualcosa insieme, in una condivisione emotiva collettiva. Inoltre lo spettatore è vivo, agisce molto di più anche rispetto a quando è seduto a teatro. Un’evocazione fisica di quello che accade durante la fruizione di uno spettacolo, dove non è ammessa la distrazione e non esiste “giusto o sbagliato” nel modo di agire, perché ognuno è libero di svolgere i suoi “compiti” come vuole, le scelte sono le sue e nemmeno noi possiamo vederlo, così come potrà scegliere, alla fine, se condividere o no la sua esperienza». 


Tutto ciò che accade sarà poi raccolto: «La restituzione di questo spettacolo-esperienza avverrà attraverso un catalogo digitale che raccoglie le risposte fotografiche degli spettatori che sarà reso pubblico come raccolta di una testimonianza collettiva, messa a disposizione del periodo storico che stiamo attraversando».

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