Mare custode della memoria, a Villa Molaroni di Pesaro personale di Valentina D’Accardi

Mare custode della memoria, a Villa Molaroni di Pesaro personale di Valentina D Accard
Mare custode della memoria, a Villa Molaroni di Pesaro personale di Valentina D’Accard
di Elisabetta Marsigli
3 Minuti di Lettura
Lunedì 26 Settembre 2022, 06:15

L’arte chiamata a proporre riflessioni su aspetti salienti della contemporaneità ed a prendere posizione in un processo di divulgazione capace di narrare il difficile rapporto tra l’uomo e la natura nonché il suo modificarsi nel tempo: è questo il percorso fotografico en plain air, abbinato all’approfondimento di alcune tematiche scientifiche, antropologiciche e storiche, legato alle mostre presso il Parco di Villa Molaroni, dove è stata inaugurata sabato la mostra personale di Valentina D’Accardi “Mare Prima”.

 
Il ciclo di eventi
La mostra, curata dall’ Archivio Loreno Sguanci e Azobé Odv in collaborazione con il Museo della Marineria Washington Patrignani di Pesaro, chiude un primo ciclo di eventi d’arte dedicati alla ricerca di Alessandro Giampaoli, Luca Piovaccari, Patrizia Zelano e, al contempo, si pone come anteprima della collettiva di fotografia, programmata per la fine di novembre, presso lo Spazio Bianco della Fondazione Pescheria. Uomo e natura è una delle rubriche tematiche proprie dell’Archivio Loreno Sguanci a partire dal 2019, «quando avevamo proposto conversazioni sull’opera di mio padre e la simmetria del mondo naturale e il suo riflesso nell’astrazione dell’arte contemporanea. - spiega Luca - Abbiamo sempre avuto cura di chiamare un esperto d’arte che potesse introdurre l’argomento, abbinato ad un esperto di materie scientifiche, anticipando le linee del progetto di Pesaro capitale italiana della cultura 2024, con cui stiamo lavorando anche attraverso il Parco Sculture».


L’inaugurazione

All’inaugurazione, l’intervento di Anna Pia Giansanti, scrittrice e ricercatrice, ha introdotto il pubblico in una idea differente di un’epoca lontana, quella della Grecia antica, in cui il mare veniva colto nella sua capacità purificatrice. D’Accardi preferisce, nelle foto esposte, ripercorrere il filo nostalgico di un confronto pulito con il mondo naturale, non filtrato ed alterato dagli strumenti tecnologici : il mare è di Valentina, ricercato nelle azioni e nei gesti di una umanità degli anni ‘70, in un canale diretto con l’esperienza umana della sua potente realtà. Il progetto parte da due foto di cinquant’anni fa, da cui vengono tratte 6 immagini nuove: il modo di stare insieme che le persone avevano prima della diffusione degli smartphone e propone una riflessione sul contemporaneo.

«Circa dieci anni fa un mio amico mi regala uno scatolone pieno di foto, trovato in un mercatino dell’usato. - racconta l’autrice - Ne scelgo due, carta Kodak (13x18 cm), datate luglio 1971. Una gita in barca, senza altri riferimenti. La barca è di legno, le sedie in ferro e corda: niente è a norma, secondo gli standard di oggi. Stanno accadendo un sacco di cose. I partecipanti sono molto vivi, presenti. L’atmosfera è brulicante di gioia e attesa. Un signore versa del vino. Una quiete antica. La mia attenzione si concentra sugli occhi (dunque sulle teste) delle persone. Guardano il mare e l’altrove. L’orizzonte. Nessuno ha il telefono in mano». Oggi forse sarebbe impossibile staccare il nostro sguardo dagli smartphone. «Sento nostalgia nei confronti di quello stato dell’essere. Temo sia andato perduto. Uno “stare al mondo” più semplice, nel quale si era dentro le cose mentre accadevano. Una maggiore serenità nell’esistere, senza bisogno di dirlo al mondo. In questa foto non c’è niente di virtuale. Mare come custode della memoria. Grande potere, porta messaggi. Un’altra strada ancora possibile.Con questo lavoro restituisco al mare il regalo che mi ha fatto». La mostra sarà fruibile fino al 30 settembre, ogni giorno dalle 17 alle 19.

© RIPRODUZIONE RISERVATA