Pesaro omaggia Mirko Bertuccioli, il frontman dei Camillas

I Camillas
I Camillas
di Elisabetta Marsigli
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Domenica 7 Giugno 2020, 03:10

PESARO - È uscito il libro, scritto da Zagor e Ruben Camillas, “La storia della musica del futuro”, completato a fine febbraio, prima che il Covid 19 si portasse via Zagor (Mirko Bertuccioli) il 14 aprile scorso. Mirko è nel cuore di tante persone e nel giorno del suo compleanno, il 5 giugno avrebbe compiuto 47 anni, Vittorio Ondedei (Ruben Camillas) ha consegnato alla mamma di Mirko una raccolta di  oltre 380 pensieri giunti da tutta Italia.

Un gesto d’amore, intimo e allo stesso tempo condiviso?
«Sono fotografie, disegni, poesie, racconti e oggetti. C’è una tela di 3metri, fogli di carta ricamati, ritratti che creano delle mappe, moltissimi disegni, riproduzioni di Mirko fatte da disegnatori e fumettisti. Con questi ultimi, l’idea è quella di creare un album di figurine, con immagini commissionate anche a grafici, fumettisti e disegnatori. Alessandro Baronciani ha, per esempio, creato un fumetto a colori con la storia della sua relazione con Mirko».

Mirko ha lasciato un segno forte in tante persone?
«Sì, perché era una relazione che passava attraverso la musica: non era un’amicizia lineare, era un’amicizia creativa. Concerti, canzoni, testi, tempo passato insieme in attività da cui tutti traevano il suo entusiasmo e la sua vitalità. E questo è il segno che tutti hanno ritrovato, la vitalità: sentirsi vivi nel fare le cose, vivere sempre molto intensamente, non una vita passata aspettando qualcosa. Mirko era l’esempio  più classico del valore della condivisione».

La storia della musica del futuro: cosa racconta?
«È la storia della musica del futuro, raccontata al passato, perché noi siamo andati in un futuro ancora più lontano e da lì vediamo il futuro rispetto ad ora come se fosse un passato. Un artificio di scrittura che rende il futuro in una forma più densa: sono tutte cose già accadute e quindi hanno maggiore intensità. Non è profezia, è storia. Ma è anche un libro politico che parla della società, con molte forme di organizzazione sociale, con cose che noi diamo per scontate che forse non ci saranno più: cambieranno i nomi dei mari…».

Quali ora i Camillas del futuro?
«I Camillas non suoneranno mai più dal vivo come Camillas. In 3 stiamo facendo le prove e suoneremo con dei nomi provvisori: il 1 maggio siamo stati “Oggi Johnny”. Abbiamo un’identità in transizione, ma tutto il materiale che i Camillas hanno fatto, continuerà ad essere pubblicato e utilizzato per fare eventi creativi non di memoria. Abbiamo fatto uscire due canzoni “La scuola tedesca” (registrata nel 2014) e “Lidia” che abbiamo registrato a dicembre: erano due pezzi che ci sembrava sprecato non divulgare, per illuminare anche l’altro lato dei Camillas che, nello specifico, aveva anche Mirko».

E a proposito di illuminazioni: Pesaro dedicherà le luminarie di una delle vie che portano al Conservatorio, ai versi di una vostra canzone, un modo scintillante di ricordare Mirko?
«Esatto, un modo scintillante: una presenza che è luminosa ma anche discreta. Lui sta lì e ti accompagna con le parole. Le parole fisiche, le lettere fatte di luce è una cosa molto Camillas: la materia si trasforma in pensiero e anche in affetto». 

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