Il Teatro dell'Elfo a Pesaro con “Una favola nera” conduce gli spettatori in un viaggio visionario in cui Edipo re è il protagonista assoluto

Lunedì 16 Maggio 2022 di Elisabetta Marsigli
Ferdinando Bruni ed Edoardo Barbone FOTO LORENZO PALMIERI/UFFICIO STAMPA

PESARO - È “Una favola nera” del Teatro dell’Elfo a chiudere la stagione di prosa del Teatro Sperimentale di Pesaro, in scena da domani, martedì 17, a domenica 22 maggio. Dopo gli spettacoli dedicati a Lewis Carroll ed Edgar Allan Poe, Ferdinando Bruni e Francesco Frongia continuano la loro ricerca di segni perturbanti in un viaggio visionario e musicale in compagnia di Edipo, questa volta aiutati dalla genialità di Antonio Marras (lo stilista sardo che ha già curato diversi progetti e laboratori a Pesaro) che firma i costumi-scultura e dalla presenza in scena, accanto allo stesso Bruni, di Edoardo Barbone, Mauro Lamantia e Valentino Mannias. Per introdurre lo spettatore alle atmosfere dello spettacolo, gli spazi dello Sperimentale accolgono anche la mostra “Vestire il mito. Disegni e studi preparatori di Antonio Marras per Edipo Re”.

 

 
La leggenda
«Il nostro viaggio verso Tebe - scrivono Ferdinando Bruni e Francesco Frongia nelle note allo spettacolo - è un viaggio attraverso una delle leggende più note che ci arrivano dal mondo remoto, eppure vicinissimo, della civiltà greca: l’Edipo re. Una vicenda che ha l’andamento di una favola, con tanto di principe-bambino abbandonato sui monti da un pastore che aveva ricevuto da due genitori snaturati l’ordine di farlo morire, con l’uccisione di un mostro da parte del bambino, diventato nel frattempo impavido cavaliere, con il premio di una bella regina in sposa e di una corona di re. Come tutto questo vada a finire, come il “vissero felici e contenti” si ribalti in catastrofe è cosa piuttosto nota ed è fonte di ispirazione per innumerevoli variazioni che, dal capolavoro di Sofocle, arrivano fino al secolo appena concluso, passando per Seneca, Dryden e Lee, Thomas Mann, Hoffmansthal, Cocteau, Berkoff. Ed è quello che vogliamo raccontare nel nostro spettacolo, coniugando la tragedia con la fiaba. Una fiaba nera, intendiamoci, una macchina infernale (come la chiama Cocteau), un meccanismo inarrestabile in cui ogni verso, ogni parola - concludono Bruni e Frongia - si fanno irti e frementi di dolorosa ironia e ambiguità».


I valori
Sempre secondo Bruni e Frongia, «la tragedia dà voce ai complessi rapporti che intercorrono fra libertà e necessità, che sono tra i valori fondativi del nostro essere uomini e rappresenta per noi, creature del ventunesimo secolo, una sfida che ci mette di fronte a tutto quello che non riusciamo a controllare con le armi della ragione, grande mito della modernità». Anche se la tragedia ci arriva da un mondo lontano, anche se le sue storie prendono ispirazione da narrazioni ancora più remote, è difficile immaginare qualcosa di più adatto alla nostra epoca di questa forma d’arte che descrive la transizione tra un vecchio mondo che sta scomparendo e un nuovo mondo di cui ancora sappiamo molto poco. Sabato 21 maggio alle ore 17 al Teatro Sperimentale si conclude anche Oltre la Scena, l’incontro con la compagnia aperto al pubblico. Inizio spettacoli: feriali ore 21, sabato ore 19, domenica ore 17. Biglietteria allo Sperimentale 0721387548. 

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