Cristicchi porta “Esodo” allo Sperimentale di Pesaro: «E' uno spettacolo per ritrovare la memoria e soffrire un po' insieme»

Simone Cristicchi
Simone Cristicchi
di Elisabetta Marsigli
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Giovedì 4 Novembre 2021, 14:12

PESARO - Voce, parole e immagini per un racconto che trae spunto da una vicenda storica: Simone Cristicchi sarà da oggi a domenica 7 allo Sperimentale di Pesaro, protagonista di “Esodo”. Cristicchi racconta l’esodo degli italiani dall’Istria, una pagina dolorosa della storia mai abbastanza conosciuta e se possibile resa ancora più straziante dal fatto che la sua memoria è stata affidata non a un monumento ma a tante, piccole, umili testimonianze.

 
Le corde sensibili
Esodo non è uno spettacolo nuovo, ma ha sempre un grande effetto sul pubblico. «È una questione di linguaggio - spiega Cristicchi - il teatro, così come la canzone che è un’arma ancora più potente, riesce a toccare corde sensibili più di tanti libri e conferenze. Gli stessi esuli mi hanno confermato che con questo spettacolo ho quasi fatto più io che altri in oltre 70 anni. L’intenzione è sempre quella di riempire un vuoto di ignoranza, a partire dalla mia che non conoscevo questa parte di storia. Esodo nasce da Magazzino 18, lo spettacolo che mi ha lanciato nel mondo del teatro, e rappresenta un teatro più divulgativo, mentre Magazzino 18 era più un musical civile». E la memoria, oggi come oggi, è molto importante: «Penso che sia proprio come ritrovare la strada di casa. Se improvvisamente dimenticassimo dove è la nostra casa dovremmo rivolgerci a qualcuno. In “Esodo” è come ritrovare quel senso di pietosa compassione verso persone più sfortunate e creare un ponte verso i grandi esodi del mondo. Mai abbassare la guardia: occorre capire che anche noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle cosa vuol dire essere sradicati. C’è una frase di Elio Germano che mi ha colpito quando ha detto che il teatro andrebbe insegnato nelle scuole perché è un esercizio per mettersi nei panni dell’altro: compatire, soffrire insieme ti da un ampliamento enorme della tua coscienza». 


Il mix potente
Cristicchi ha un dono che è quello di coniugare musica, teatro e poesia, un mix potente: «Il teatro civile è privo della musica, di solito: io ho creato un ibrido che, come dicevo, è uno strumento potente per trasmettere emozioni. Porto sul palco il meglio che so fare: il teatro per me è stata una sfida, ho sempre avuto un’attitudine a migliorarmi, ma non è stato facile imparare un testo di 45 minuti a memoria e portarlo in scena. Invece, poi, è stato il pubblico a spronarmi e ora in ogni spettacolo c’è la musica e in ogni mio concerto c’è il teatro». Recentemente ha scritto anche un libro sulla felicità: «Oggi non è semplice pensare alla felicità, ma tutti i grandi mistici dicono sempre che le crisi sono positive. C’è un momento di stallo per l’umanità, ma occorre rimettersi in cammino: abbiamo pensato a curare più il corpo che la nostra interiorità».

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